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Vatileaks 2. Papa concede libertà condizionale a Vallejo Balda

Il sacerdote condannato a 18 mesi di reclusione. Da stasera, cessa ogni legame di dipendenza lavorativa con la Santa Sede

Passa l’Anno Santo, ma non passa la misericordia. E quindi Papa Francesco concede la libertà condizionale a mons. Lucio Angel Vallejo Balda, che esce dalla cella della Gendarmeria vaticana dove era rinchiuso già durante il processo cosiddetto Vatileaks 2. Il prelato, già segretario della Prefettura per gli affari economici della Santa Sede e segretario della Cosea, la commissione sulle finanze vaticane, era stato uno dei maggiori protagonisti d questo scandalo che, per la seconda volta, aveva visto la fuga di documenti riservati del Papa e della Santa Sede. Suoi compagni di (dis)avventura erano la pr calabrese Francesca Immacolata Chaouqui, il tecnico Nicola Maio e i due giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, autori rispettivamente dei best seller ‘Via Crucis’ ed ‘Avarizia’ dove confluivano gran parte delle carte trafugate .

Come ricorda una nota della Sala Stampa vaticana diffusa in serata, il sacerdote ha già scontato oltre la metà della pena stabilita dal Tribunale vaticano con la sentenza dello scorso 8 luglio, ovvero 18 mesi di reclusione con l’accusa di divulgazione di documenti riservati. Una sentenza giunta dopo un processo lungo otto mesi, tra udienze e dibattimenti in aula, mini-scandali, memoriali, diffamazioni e interventi tv fuori dall’aula. Con la stessa sentenza la lobbista Chaouqui veniva condannata a 10 mesi con pena sospesa per cinque anni per concorso nella divulgazione, mentre erano stati prosciolti per difetto di giurisdizione i due giornalisti. Assolto pienamente Maio.

Quello di oggi – si legge nella nota vaticana – è “un provvedimento di clemenza che gli permette di riacquistare la libertà”. “La pena non è estinta, ma egli gode di libertà condizionale”, si precisa. Inoltre, a partire da questa sera, Vallejo lascia il carcere e viene a cessare ogni legame di dipendenza lavorativa con la Santa Sede. Rientra quindi nella giurisdizione del vescovo di Astorga, la sua diocesi di appartenenza in Spagna, dove il giovane Balda aveva compiuto la sua formazione e alcuni anni di sacerdozio prima di approdare a Roma e guadagnarsi presto la stima di “economo di Dio”. Questo, prima di diventare il “corvo”.

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