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Basilica di San Pietro - Foto © ZENIT HSM

Validi i matrimoni celebrati dalla Fraternità San Pio X

Con una lettera firmata dal card. Müller e mons. Pozzo, il Papa autorizza i vescovi a rendere valide le nozze celebrate dai lefebvriani

Si va ricomponendo la frattura tra la Fraternità San Pio X e la Santa Sede. Dopo la convalida del sacramento della Riconciliazione amministrato da sacerdoti lefebvriani, estesa da Papa Francesco anche dopo il Giubileo della Misericordia, oggi, 4 aprile 2017, viene resa nota una lettera con la quale si autorizzano i vescovi di tutte le diocesi in cui sia presente la Fraternità a rendere valide le nozze celebrate da preti lefebvriani nella liturgia vetus ordo.

Nella “Lettera della Pontificia commissione Ecclesia Dei circa la licenza di celebrare i matrimoni dei fedeli della Fraternità San Pio X”, si stabilisce che il vescovo può delegare un sacerdote della diocesi perché presenzi al momento del consenso nel rito del matrimonio dei fedeli lefebvriani. Laddove non sia possibile inviare un delegato, sarà lo stesso prete della Fraternità che celebra le nozze “a far pervenire alla Curia diocesana quanto prima la documentazione della celebrazione del Sacramento”.

La missiva, approvata dal Papa, è firmata dal cardinale prefetto della Congregazione per la dottrina della fede Gerhard Ludwig Müller e da mons. Guido Pozzo, segretario dell’Ecclesia Dei, istituita nel 1988 da San Giovanni Paolo II, con il precipuo scopo di avviare un dialogo con i lefebvriani, per giungere un giorno alla loro piena reintegrazione.

“Malgrado l’oggettiva persistenza per ora della situazione canonica di illegittimità in cui versa la Fraternità di San Pio X – si precisa nel testo – il Santo Padre, su proposta della Congregazione per la Dottrina della Fede e della Commissione Ecclesia Dei, ha deciso di autorizzare i Rev.mi Ordinari del luogoperché possano concedere anche licenze per la celebrazione di matrimoni dei fedeli che seguono l’attività pastorale della Fraternità”.

“Certi che anche in questo modo si possano rimuovere disagi di coscienza nei fedeli che aderiscono alla FSSPX e incertezza circa la validità del sacramento del matrimonio – conclude la lettera – e nel medesimo tempo si possa affrettare il cammino verso la piena regolarizzazione istituzionale, questo Dicastero confida nella sua collaborazione”.

D’ora in poi, quindi, i vescovi non potranno rifiutarsi di convalidare nozze celebrate da preti lefebvriani adducendo l’assenza di status giuridico da parte della Fraternità nella Chiesa cattolica.

Papa Bergoglio è impegnato fin dall’inizio del suo ministero petrino a raggiungere un accordo con la Fraternità Sacerdotale San Pio X per la piena comunione con la Santa Sede. La concessione da parte di Roma di una prelatura personale (garanzia di autonomia amministrativa e pastorale) sarebbe parte della soluzione. Ciò è però subordinato alla sottoscrizione da parte dei vertici della FSSPX di una dichiarazione dottrinale.

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Qui il testo completo della lettera.

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