Dona Adesso
Pontifical Salesian University in Rome

Wikimedia

Università Salesiana: al via l’Anno Accademico

La solenne inaugurazione è caduta nel LXXV anniversario della fondazione dell’ateneo pontificio

Si è tenuta stamattina l’inaugurazione dell’anno accademico 2015-2016 dell’Università Pontificia Salesiana, in seguito alla concelebrazione eucaristica presieduta dal Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco e dal Gran Cancelliere dell’UPS don Ángel Fernández Artime.

L’inaugurazione è stata aperta dal nuovo rettore Magnifico, professor Mauro Mantovani, nominato lo scorso luglio; questi, rivolgendosi agli ospiti, ai docenti e agli studenti presenti nell’aula Paolo VI dell’Università Salesiana, ha aperto l’inaugurazione dell’anno accademico ricordando come questo venga a cadere a poca distanza dal bicentenario della morte di Don Bosco, nonché a 75 anni dalla fondazione dell’ateneo salesiano che ebbe sede, per il suo primo anno, a Torino.

Il rettore ha inoltre voluto riportare uno dei criteri assegnati dal  Gran Cancelliere al corpo docente, per la pianificazione della struttura universitaria: quello di consolidare il carattere di unità dell’Ups, rendendosi unita nelle differenze delle facoltà di cui dispone.

Don Mantovani ha poi ricordato come grazie ai prossimi appuntamenti relativi al convegno nazionale della chiesa italiana a Firenze e al Giubileo della misericordia, l’Università Salesiana si senta chiamata in causa a darvi tutto il suo contributo: a livello civile, si propone infatti “di essere di guida per i giovani sul tema della famiglia; della pace; del dialogo culturale inter-religioso e della salvaguardia dell’ambiente, ricordando il tema della sostenibilità”. A proposito di quest’ultimo tema, fa sapere  che per novembre 2016 è in preparazione un convegno dell’Università sui contenuti dell’Enciclica Laudato Si’.

Per quanto riguarda invece l’evento  principale dell’anno accademico trascorso, questo è stato il convegno internazionale di pedagogia salesiana, inserito all’interno dell’iniziativa del bicentenario della morte di don Bosco, il quale si è svolto presso l’Ateneo di Roma e dal titolo Con don Bosco educatori dei giovani del nostro tempo, di cui già è disponibile il volume.

Del resto, “la missione educativa resta il punto epocale di estrema importanza nella vita delle persone e nello sviluppo della società contemporanea”, dichiara il rettore. Ragion per la quale ha poi tenuto a ricordare le parole di Padre Joseph Wresinski su Don Bosco: “ha fatto delle esperienze uniche e ha creato delle istituzioni capaci di trasmettere queste esperienze. Non ha fatto le cose da dilettante. Siamo sempre dei dilettanti quando ciò che facciamo non è trasmissibile ad altri. Don bosco ha creato delle istituzioni che trasmettono la sua intuizione, la sua esperienza. quando ho riletto don Bosco sono rimasto sbalordito”.

Oltre a quelle del suo fondatore, altre linee guide utili ad ispirare i propositi del nuovo anno accademico sono state fornite dal Santo Padre: “Il papa ci ha segnalato in particolare due compiti che ci vengono dal discernimento sulla realtà giovanile – ha dichiarato il rettore – educare secondo l’antropologia cristiana al linguaggio di nuovi mezzi di comunicazione delle reti sociali, che plasma in profondità i codici culturali dei giovani e dunque la visione della realtà umana e religiosa. Il secondo è promuovere forme di volontariato sociale non rassegnandosi alle ideologie che antepongono il mercato e la produzione alla dignità della persona e al valore del lavoro”.

Il nuovo anno accademico vedrà inoltre impegnata l’UPS nella preparazione del progetto istituzionale strategico 2015-2021: con l’aiuto della agenzia della santa sede per la valutazione e promozione della qualità delle università e facoltà ecclesiastiche, la commissione accompagnerà il lavoro di preparazione del nuovo progetto che si desidera poter approvare entro giugno 2016. E per tutti i docenti è stato fissato un incontro, per il 25 novembre, con padre Franco Imoda, per trattare il tema della cultura della qualità. Per quanto riguarda poi l’assetto istituzionale, dopo aver aggiornato ed armonizzato il testo degli statuti e ordinamenti vigenti, viene rilanciato il lavoro della commissione per la revisione degli statuti e ordinamenti dell’università. Sul piano invece della manutenzione della struttura accademica, durante l’estate sono stati svolti dei lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza di diversi ambienti e c’è in programma anche di un progetto di manutenzione della struttura a più largo respiro.  

In ogni caso, l’Università ha oltretutto in agenda una data a lei particolarmente cara, quella del 9 marzo 2016, nella quale vi sarà occasione per l’Ups di vivere a pieno il giubileo. Si pensa, per quel giorno, ad una mattinata di testimonianze sulle opere di misericordia, ha fatto sapere il rettore, e nel pomeriggio verrà per l’occasione allestito il centro di accoglienza della Caritas di via Marsala, con a seguire la celebrazione conclusiva presso la basilica del Sacro Cuore. “Gesto di vicinanza, questo, verso i poveri e gli esclusi; un segno di uscita per affermare che l’università non intende conservare gelosamente il privilegio del sapere e della cultura, la cui privazione è più grave della frustrazione materiale, ma il condividere; dialogare; incontrare: si apre un nuovo anno accademico che vogliamo caratterizzare con la prospettiva del prendersi cura”, ha concluso il rettore.

A seguire, ad intervenire all’inaugurazione sono stati poi i coniugi Attilio Danese e Giulia Paola di Nicola, entrambi saggisti e docenti, lui di filosofia politica e lei di sociologia, i quali co-dirigono la rivista di cultura Prospettiva Persona e sono membri dell’Accademia Internazionale INTAMS di Bruxelles. In riferimento al Sinodo tenutosi in queste giornate, hanno voluto parlarci della realtà famigliare in Europa: una realtà in crisi. “La crisi europea non è solo economica, ma correlata alla fragilità dei legami familiari, alla bassa natalità, all’invecchiamento della popolazione – hanno asserito i due docenti -. Studiosi ed economisti convengono che  se un paese non ha un forte tessuto connettivo di famiglie, non vi è rimedio economico-o politico che tenga per ripararlo: le misure per la crescita non funzionano. Sostenere quindi la famiglia, essendo alla base del rapporto di co-appartenenza tra persona  e comunità, è un obbligo e una necessità”.

Un altro dato rilevante giunge dall’Istituto di Madrid, il quale svela come sia i matrimoni religiosi che quelli laici siano in diminuzione. Secondo i due docenti, tra le cause del calo demografico non si può certo sottovalutare il ruolo dell’aborto: ogni anno in Europa, 1.200.000 casi.

“Ad oggi i giovani considerano il matrimonio un’istituzione voluta e morbidamente imposta dallo stato e dalla chiesa, ma di per sé superflua. Quello che ci consola, è che quando intervistiamo gli adolescenti loro ci confermano sempre che la famiglia è molto importante per loro. Tuttavia si ha fatica nel considerare insieme i concetti di matrimonio, unione e indissolubiltà. Si vede il matrimonio come un cappio al collo e non come una dimostrazione di maturità. Non a caso, per don Bosco era importante educare le persone all’essere mature”, fanno sapere.

Ad allietare la giornata non è poi mancato un gruppo musicale, che coordinato dalla professoressa Claudia Caneva ha proposto brani classici ed applauditi. La celebrazione si è infine conclusa con la premiazione degli studenti che si sono distinti per meriti accademici e, a detta della commissione, ogni anno più numerosi e provenienti da sempre più parti del mondo.

Share this Entry

Sostieni ZENIT

Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare ZENIT a crescere con una donazione