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Unioni civili. Passa la fiducia, ma non la polemica…

Nel giorno del voto alla Camera, l’euforia del Governo e le proteste delle opposizioni. E intanto fuori dall’Aula il popolo delle famiglie ribadisce: “Renzi, ci ricorderemo”

È il giorno delle unioni civili. Entro stasera la Camera dei Deputati approverà il ddl Cirinnà, intanto il Governo ha già ottenuto la fiducia con 369 sì, 193 voti contro e 2 astensioni. Come avevano annunciato, hanno votato contro la fiducia i seguenti parlamentari di maggioranza: Alessandro Pagano di Ap, Mario Sberna e Gian Luigi Gigli di Ds-Cd.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha descritto quello di oggi come di “un giorno di festa”. Stessi sentimenti hanno pervaso, evidentemente, l’animo di Maria Elena Boschi, ministro per i Rapporti con il Parlamento, la quale si è presentata in Aula con una coccarda arcobaleno attaccata sulla giacca.

Non dello stesso avviso l’on. Eugenia Roccella, deputata di Idea. “Durante l’iter in parlamento del ddl Cirinnà, o meglio del ddl Renzi-Alfano, ci sono state forzature procedurali, violazioni della costituzione, incursioni governative il cui risultato è una legge anticostituzionale sulla quale non c’ è stata garantita la possibilità di intervenire come parlamentari, e di rappresentare  la volontà dei cittadini che hanno riempito le piazze del Family Day”, le sue considerazioni. Secondo la Roccella “il Paese è diviso, questa legge  è contro il Parlamento e contro il Paese. Dati i numeri schiaccianti alla Camera, la fiducia sulla legge sulle unioni civili passerà, ma ci faremo carico di dare seguito allo slogan del Circo Massimo: ‘Renzi ci ricorderemo’”.

Chi darà seguito a questo slogan è sicuramente il popolo delle famiglie che è sceso in piazza per i Family Day. Massimo Gandolfini, portavoce del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, tra i promotori di quegli eventi. “Con il voto finale sulle unioni civili oggi si uccide la democrazia – ha detto -. Una legge fondamentale per il futuro assetto della società italiana, che istituisce un simil-matrimonio e de facto apre alle adozioni per coppie dello stesso sesso privando il bambino del diritto di avere un padre e una madre, viene fatta approvare dopo un iter che ha violato ogni prerogativa del dibattito parlamentare”.

Gandolfini ha fatto riferimento a “una lobby presente nel Pd”, che “ha deciso di non permettere alcuna discussione su proposte di modifica e emendamenti, malgrado le perplessità di molti colleghi della maggioranza”. La stessa lobby – aggiunge il leader del Family Day – “ha fatto bocciare tutte le mozioni che impegnavano il governo ad assumere iniziative tese a riconoscere e sanzionare l’utero in affitto come una nuova forma di schiavitù e di tratta di esseri umani”.

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