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Unioni civili: flash mob davanti a Montecitorio contro l’utero in affitto

Savarese (Generazione Famiglia): “Al Family Day chiederemo nuovamente il ritiro del ddl Cirinnà, qualunque mediazione è impossibile”

Un flash mob a contestazione della pratica dell’utero in affitto. È l’ultimo evento di rilievo a 48 ore dall’attesissimo appuntamento di sabato prossimo al Circo Massimo per il Family Day.

Stamattina, davanti alla Camera dei Deputati un gruppo di giovani di Generazione Famiglia, uno dei soggetti organizzatori del grande raduno delle famiglie, si sono presentati con dei carrelli riempiti da bambolotti in codici a barre, indossando delle maschere e delle magliette con le scritte genitore 1 e genitore 2.

Una simbolica protesta contro il mercato dei “figli in provetta” e contro l’utero in affitto, incentivato dal ddl Cirinnà di cui oggi è iniziata la discussione. Un ddl di cui il Comitato “Difendiamo i nostri figli” da tempo sta chiedendo il ritiro, come verrà ribadito sabato durante la manifestazione.

“In tutti i Paesi in cui è stata normata la stepchild adoption – sottolinea Filippo Savarese portavoce di Generazione Famiglia – l’unico risultato ottenuto è stato quello di legittimare la barbara pratica dell’utero in affitto, lo sfruttamento delle donne meno abbienti e la compravendita di bambini”.

Nel frattempo, la discussione delle pregiudiziali di costituzionalità del ddl Cirinnà è slittata a martedì 2 febbraio: questo maggiore “spazio di manovra” potrebbe rendere più incisivo l’impatto del Family Day.

“È chiaro che stanno tutti aspettando cosa sarà il Family Day, non solo nel merito ma anche dal punto di vista della procedura – ha detto Savarese a ZENIT -. Tutto questo ci responsabilizza ancor di più, sappiamo che stiamo rappresentando un popolo enorme d’Italia ma anche dando un grande aiuto a tanti parlamentari che devono trovare il coraggio di difendere la famiglia e il diritto del bambino. Da quel giorno sono sicuro che cambierà moltissimo del destino di questo ddl che, ci auguriamo, sarà ritirato”.

Ta i partecipanti al Family Day c’è totale unanimità nel rigettare il ddl Cirinnà, in particolare per quel che riguarda la stepchild adoption. Alcuni sono tuttavia possibilisti su una legge che regolamenti le unioni civili, fermo restando il diritto dei bambini di non diventare una “merce” e di essere sempre cresciuti da una mamma e da un papà.

La posizione del comitato organizzatore del Family Day è però contraria a qualsiasi riconoscimento delle unioni civili. “Tutti coloro che parleranno dal palco non faranno alcuna distinzione tra unioni civili con o senza le adozioni”, ha precisato Savarese.

“Se qualcuno verrà in piazza auspicando opzioni differenti – prosegue il portavoce di Generazione Famiglia – è libero di avere le proprie opinioni ma non è in sintonia con l’organizzazione del Family Day, che punta al ritiro tout court del ddl. Chi crede che siano possibili delle mediazioni non ha inteso quello che sta succedendo nel mondo su questa tematica”.

Il Family Day si annuncia infatti come evento di rilevanza non esclusivamente nazionale. Ha confermato la sua partecipazione Jennifer Lahl, l’attivista pro-life americana che si sta battendo contro la pratica della fecondazione eterologa e il business della maternità surrogata in California, dove storicamente questo mercato è più diffuso.

Nel frattempo è arrivata l’adesione all’evento da parte dell’Unitalsi, il cui presidente Salvatore Pagliuca ha colto l’“occasione per ribadire fermamente il sostegno verso un modello familiare tradizionale, che vede nelle figure genitoriali del padre e della madre l’architrave su cui poggiare l’educazione dei figli”.

Al tempo stesso, ha aggiunto Pagliuca, è responsabilità del laicato cattolico “alimentare e sostenere quotidianamente la cultura della famiglia, avendo cura di assecondarne le necessità attraverso l’adozione di strumenti e norme che ne tutelino la sussistenza, riaffermandone, in tal modo, la centralità, la bellezza e l’unicità, con un pensiero di attenzione ulteriore per quelle realtà familiari che accolgono la dimensione della disabilità e della malattia”.

Da parte sua, in un’intervista al portale www.chiesadimilano.it, il cardinale arcivescovo di Milano, Angelo Scola, pur distinguendo “la responsabilità dell’episcopato rispetto a quella dei fedeli laici”, ha espresso un parere favorevole al Family Day, dicendosi “certo che dal raduno al Circo Massimo usciranno ragioni adeguate e l’apertura al confronto”. Pertanto, ha aggiunto il porporato, scandalizzarsi perché dei cittadini manifestano è profondamente sbagliato”.

About Luca Marcolivio

Roma, Italia Laurea in Scienze Politiche. Diploma di Specializzazione in Giornalismo. La Provincia Pavese. Radiocor - Il Sole 24 Ore. Il Giornale di Ostia. Ostia Oggi. Ostia Città (direttore). Eur Oggi. Messa e Meditazione. Sacerdos. Destra Italiana. Corrispondenza Romana. Radici Cristiane. Agenzia Sanitaria Italiana. L'Ottimista (direttore). Santini da Collezione (Hachette). I Santini della Madonna di Lourdes (McKay). Contro Garibaldi. Quello che a scuola non vi hanno raccontato (Vallecchi).

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