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Foto: Robert_z_Ziemi - Pixabay (CC0 PD)

Unicef in allarme: 300 milioni di bambini respirano aria malsana

Pubblicato un rapporto dell’organismo a poche ore dall’avvio a Marrakech della Conferenza mondiale sul clima (Cop22). Primato all’Asia meridionale: 620mila minori respirano aria inquinata

Circa 300 milioni di bambini nel mondo – dunque quasi un bambino su sette – respirano aria malsana o tossica e vivono in luoghi in cui i livelli di inquinamento atmosferico sono sei volte sopra gli standard fissati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).  A lanciare l’allarme è un rapporto dell’Unicef Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef), che sottolinea come a rischiare gravi danni alla salute siano complessivamente due miliardi di bambini esposti ad aria inquinata, un terzo dei quali vive nell’India settentrionale e nei paesi vicini.

Come rileva L’Osservatore Romano, il quadro arriva da un corposo rapporto dal titolo Clear the Air for Children, pubblicato a poche ore dall’avvio a Marrakech, in Marocco, della Conferenza mondiale sul clima (Cop22). Ai leader dei governi di tutto il mondo, che da domani saranno presenti al summit, l’Unicef chiede di prendere misure drastiche e urgenti per ridurre l’inquinamento atmosferico perché i rischi che comporta per la salute dei più giovani sono molto gravi. Tra questi: danni agli apparati respiratori, non solo i polmoni, come pure al cervello e ad altri organi.

L’inquinamento dell’aria, spiega Anthony Lake, direttore esecutivo dell’Unicef, “è uno dei principali fattori di morte per circa 600mila bambini al di sotto dei cinque anni e minaccia vite e futuro di altri milioni di minori ogni giorno”. Le immagini satellitari analizzate dagli esperti non lasciano dubbi e confermano che almeno due miliardi di bambini respirano aria inquinata, per lo più a causa delle emissioni dei trasporti, dell’uso massiccio di combustibili fossili, della combustione di rifiuti. Tutti vivono in luoghi che superano i livelli minimi di qualità dell’aria stabiliti dall’Oms, mentre per 300 milioni l’inquinamento va ben oltre queste soglie.

Il triste primato va all’Asia meridionale, dove 620mila bambini respirano aria inquinata. A seguire l’Africa, con 520mila, e poi la regione dell’Asia orientale e Pacifico, con 450mila bambini alle prese con l’inquinamento. L’India — evince il documento — è uno dei paesi che sta peggio. Il rapporto è stato pubblicato proprio nel giorno in cui a Nuova Delhi è scoppiato un pericoloso allarme inquinamento per l’enorme quantità di fuochi artificiali usati per celebrare la festività di diwali (la festa delle luci). I livelli di particolato fine e ultrafine nell’aria sono infatti risultati ben al di sopra dei massimi consentiti.

Proprio per questo, il governo ha decretato la chiusura di circa 1800 scuole elementari della capitale. La misura, riferisce l’emittente Ndtv, riguarda 900.000 alunni. La situazione dell’aria a New Delhi è peggiorata negli ultimi anni per diverse ragioni, fra cui il crescente numero di automobili e i circa 160.000 camion che giorno e notte la attraversano, le centrali elettriche a carbone, i fumi industriali e l’utilizzazione da parte della popolazione di materiali pericolosi per il fuoco per cucinare e riscaldarsi. In tutta l’India, secondo lo studio di un ospedale della capitale riportato dal sito Asian Age, l’inquinamento è responsabile per un terzo delle morti ogni anno per infarto.

In un documento congiunto, il segretario esecutivo della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, Patricia Espinosa, e il ministro degli esteri del Marocco e presidente della Cop22, Salaheddine Mezouar, hanno evidenziato che la Conferenza mondiale di domani segni un nuovo punto di partenza per la comunità internazionale, nonché il primo incontro dell’organo direttivo dell’accordo di Parigi, che si riunirà il 15 novembre.

 

 

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