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Una “Regola di Vita” per sconfiggere la precarietà

Cinquecento giovani domani sera, nel Duomo di Milano, si impegnano davanti al cardinale Scola “a stare al mondo da cristiani”

500 diciannovenni consegneranno domani sera, alle 20.45, nel Duomo di Milano, la “Regola di Vita” nelle mani dell’arcivescovo il cardinale Angelo Scola, durante la celebrazione della Redditio Symboli, che vedrà riuniti sotto le volte della Cattedrale 5mila giovani della Diocesi di Milano.

Con questo atto, i ragazzi si impegnano “a stare al mondo da cristiani”, coltivando la propria fede, impegnandosi per la propria comunità, vivendo responsabilmente i rapporti con gli altri. Nella “Regola”, inoltre, i ragazzi mettono nero su bianco anche i “punti fermi”, le piccole norme che si ripromettono di rispettare per dare una direzione al proprio futuro. Ad esempio, mentre si professano i valori in cui si crede, ci si impegna ad osservare la messa la domenica ma anche la preghiera quotidiana, a seguire i ragazzi più piccoli al doposcuola parrocchiale o in oratorio, a svolgere un servizio caritativo. Insomma una lettera d’intenti, ma più impegnativa di un elenco di buoni propositi, perché viene scritta sotto la guida spirituale del sacerdote e degli educatori in parrocchia e poi certificata con un atto pubblico e solenne davanti al proprio Arcivescovo. 

“Darsi una regola, scrivere un programma di vita, è un gesto controcorrente – spiega don Maurizio Tremolada, responsabile del servizio giovani diocesano – ma è forse proprio la risposta che i giovani stanno dando al senso di precarietà ed incertezza che riguarda tanti ambiti a cominciare dal lavoro. Sarà forse proprio questa una delle ragioni per cui il numero dei ragazzi che sceglie di compiere questo gesto in diocesi si sta mantenendo costante in questi anni nonostante il forte calo demografico che ha caratterizzato gli anni ’90, il periodo in cui è nata questa generazione”, 

Proprio la crisi economica, infatti, sta sempre più schiacciando i giovani sul presente. Gli ultimi dati, raccolti nei primi mesi del 2014, dai ricercatori che stanno conducendo l’indagine “Rapporto Giovani” voluta dall’Istituto Toniolo mettono in luce che la tendenza prevalente è di vivere alla giornata.

Le scelte decisive vengono sempre più rimandate nel tempo. Secondo la rilevazione solo un under 25 su tre progetta di sposarsi entro i prossimi 3 anni. Ma una buona parte di questi davanti alle difficoltà si trova poi a posticipare ulteriormente. Se la maggioranza di chi ha tra i 25 e i 30 anni non ha ancora formato una propria famiglia, ancora meno sono gli under 25 che prevedono di avere un figlio entro i prossimi 3 anni (circa il 18%).

Difficilmente ormai prima dei 25 anni i giovani riescono a realizzare scelte importanti per la loro vita. Il 73% vede il futuro pieno di rischi e incognite. Il 77% pensa che fare esperienze nel presente sia più importante che pianificare il futuro. Infine, oltre il 60% degli intervistati ritiene che le scelte non siano per sempre e che ci sia sempre la possibilità di rivederle e cambiare.

“Forte è quindi l’incertezza con la quale i giovani affrontano la realtà, ma grande anche il disorientamento e la mancanza di solidi punti di riferimento che li incentivino a trasformare i loro desideri e attitudini in azioni che cambiano positivamente la loro vita”, osserva Alessandro Rosina, demografo dell’Università Cattolica, tra i coordinatori del progetto di ricerca.

Proprio per sconfiggere questo senso di precarietà diffuso che dal mondo del lavoro investe gli affetti e la famiglia, ai giovani ambrosiani che hanno invece scelto di scrivere la “Regola di Vita” la Diocesi di Milano presenterà testimonianze forti. Durante la veglia in Duomo, venerdì sera, racconterà la sua dolorosa vicenda personale Peter Farag, un giovane egiziano, copto, che ha dovuto affrontare nel suo paese l’odio e la persecuzione contro i cristiani.

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