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Daily meditation on the Gospel

Pixabay CC0 - PD

Una generazione malvagia cerca segni — Meditazione quotidiana

Meditazione della Parola di Dio di Mercoledì 8 Marzo 2017

Lettura

Giona fu un segno per Nìnive, ma la conversione di Nìnive non fu un segno per Giona, che considerò la misericordia del Signore un cedimento. La sapienza di Salomone fece spostare da lontano la regina del Sud, ma il re rovinò tutto precipitando nei culti pagani. Giona predicò fuori dalla Terra Santa, ma non vi rientrò migliore. Salomone rimase in Israele, ma poi di fatto ne divenne estraneo. Il profeta alla fine testimoniò contro se stesso; la sapienza del re si allontanò da lui. Il Vangelo di Gesù è invece quel “più” che permette al profeta di rientrare dalla ribellione e al sapiente di evitare la corruzione.

Meditazione

Il satana nel deserto aveva proposto a Gesù l’esibizione di segni spettacolari la cui seduzione ipnotica non avrebbe lasciato spazio a dubbi. Ma gli orizzonti di Gesù sono altri: Egli viene perché ciascuno si assuma le proprie responsabilità di fronte a Dio, a se stesso e al mondo, fino all’accettazione del sacrificio; Egli viene per un risveglio della coscienza aperta a profondi interrogativi, che interpellino costantemente e siano stimolo al cambiamento. Volere segni da Dio vuol dire chiedere conto a Lui della sua fedeltà nei nostri confronti, quando dovremmo essere noi a manifestare al Signore la nostra appassionata fedeltà, a testimoniargli quale grande attrattiva abbia per noi la sua Persona, quanto l’aspirazione a Lui sia per noi disposizione interiore, attitudine stabile, tensione immutabile, accoglienza delle prove. I santi hanno sempre preso molto sul serio il tema delle verità di Dio e della verità del loro rapporto con Lui. Essi non si sono mai sottratti illusoriamente a domande essenziali, da noi rimosse per abitudine o autosufficienza. Chi ha desiderato ardentemente l’incontro con Dio nell’amore si è sempre chiesto: in chi credo veramente quando dico di credere in Dio? Di chi parlo veramente quando parlo di Dio? Cosa cerco da Lui? Mi faccio cercare davvero da Lui? Toccare da Lui, oltre ogni scorza difensiva? Nella tensione verso il vero timore di Dio risuona impressionante l’autoanalisi di Teresa D’Avila: «Quanto a non commettere peccati sembra che si agisca per abitudine, prescindendo naturalmente dalla continua assistenza di Dio che è sempre quella che ci salva» (Vita, 30,12). Il discepolo che ha scoperto in Gesù più di Salomone e di Giona, non chiede ma si preoccupa di essere, nel vivere e nel morire, una parola di Dio, una parabola di Gesù.

Preghiera

Troppo comodo chiederti segni, Signore, eppure confessiamo che ne vorremmo ancora. Te lo diciamo con cuore contrito e affranto, con spirito ancora debole, fiduciosi che Tu sei misericordioso, e con la certezza che accogli come sacrificio a te gradito anche i nostri frantumi.

Agire

Trascorrerò volentieri del tempo nella chiesa parrocchiale, o in altro luogo sacro significativo, per concretizzare ai miei stessi occhi il ritorno del cuore al Signore.

Meditazione del giorno a cura di don Marco Simbola, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti info@edizioniart.it

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