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Una famiglia calabrese campione in accoglienza

Il premio ‘Due cuori e una tribù’ verrà assegnato domenica 28 dicembre, festa della Sacra Famiglia, dall’Associazione nazionale famiglie numerose a Natale e Maria Assunta Grieco

Maria Assunta Campana e Natale Grieco si sono conosciuti molti anni fa in parrocchia, all’ombra del campanile della chiesa dei santi Simone e Pietro a Rossano (Cosenza). Qui hanno maturato la loro vocazione alla vita matrimoniale. Scoprendo, da subito, di desiderare, entrambi, una famiglia grande, aperta alla vita e disponibile ad accogliere chi una famiglia non ce l’ha.

Ci sono riusciti. Lei, 53 anni, insegnante elementare, lui, 54 anni, dipendente dell’Enel oggi hanno tre figli naturali e tre in adozione. Sono loro i vincitori del premio Due cuori e una tribù, promosso dall’Associazione nazionale famiglie numerose (Anfn). Glielo consegneranno i presidenti Giuseppe e Raffaella Butturini domenica prossima, 28 dicembre, festa della Santa Famiglia di Nazareth, in occasione dell’udienza che papa Francesco riserverà alle grandi famiglie di tutta Europa in aula Paolo VI.

Dall’amore di Maria Assunta e Natale sono nati, Francesca, 25 anni, detta Kikka, segretaria in un’azienda del territorio. Simone, 20 anni, perito aziendale. E Carmine, 29 anni, psicologo, un lavoro da precario.

È per seguire i figli nei loro studi universitari che Maria Assunta e Natale Grieco, undici anni fa, si sono trasferiti in Toscana, e precisamente a Ronta, a 5 km da Borgo San Lorenzo, nel Mugello.

Dopo i tre figli naturali, la famiglia Grieco si è aperta all’esperienza delle adozioni. È arrivata dunque Angela, 17 anni, di origine romena, studentessa. Silvia, invece, nove anni, è arrivata 7 anni fa. Fu abbandonata in ospedale dalla donna che l’aveva messa al mondo. Una possibilità che, almeno fino ad oggi, la legge ha offerto alla genitrice, stabilendo che il bambino non riconosciuto debba essere registrato all’anagrafe come figlio di donna che non intende essere nominata. Silvia era nata con il labbro leporino. Di lì a poco manifestò i segni di una malattia rara, la sindrome Phace. Lei, un esserino dal volto sfigurato, fu ricoverata all’ospedale Bambin Gesù, e successivamente trasferita in una casa famiglia a Roma.

E qui è rimasta fin quando, leggendo Famiglia Cristiana, Maria Assunta lesse dell’esistenza di un sito web di una nuova associazione familiare, www.famiglienumerose.org. Incuriosita, la nostra cominciò a digitare. Trovando in home page un annuncio: «Silvia cerca famiglia».

La scelta di Maria Assunta, Natale e dei loro figli naturali di farsi carico di Silvia fu accolta con sorpresa dalle educatrici della casa famiglia romana. Dai medici, del resto, arrivavano poche speranze: Maria Assunta e Natale avrebbero dovuto abituarsi all’idea di veder crescere un vegetale: Silvia sfigurata, sulla sedia a rotelle, e per di più autistica e con ritardo mentale.

Ed invece oggi Silvia parla, ride, piange, corre. È una forza della natura.

Se miracolo c’è stato, lo si deve alla preghiera dei sei Grieco e dei loro amici. Alla consulenza dei medici dell’istituto Eugenio Medea di Bosisio Parini (Lecco) dove i genitori portano la bambina due volte all’anno per una valutazione del suo stato cognitivo.

E alle operazioni cui Silvia è stata sottoposta, fino al recente passato. Prima all’ospedale Gaslini di Genova e poi nell’ospedale di Eder Swalde (Berlino), in Germania, dove la bambina è seguita dal medico chirurgo statunitense Milton Waner. Operazioni delicate e molto costose. Quando in paese la gente ha conosciuto la storia di questa famiglia, si è scatenata una gara di solidarietà: parrocchie, Misericordia, le associazioni Il Girotondo per il Meyer ed il Sorriso di Bruna, l’Associazione famiglie numerose con il fondo Aiutiamoci hanno sostenuto con mille iniziative i viaggi della speranza della famiglia Grieco.

Oggi Silvia ha recuperato buona parte delle sue funzionalità. L’estetica ne ha guadagnato. E, probabilmente, con le prossime 2 o 3 operazioni potremo definirla (quasi) recuperata.

La storia di Silvia è stata raccontata in un libro, uscito in queste settimane, scritto dalla giornalista Serena Pinzani e intitolato Ricordami di non smettere di sognare.

Intanto la famiglia Grieco, non stanca, ma anzi rinvigorita dall’esperienza di adozione di Angela e Silvia, ha chiesto di poter accogliere in casa un altro bambino.

Da un anno fa parte della famiglia Grieco un altro bambino speciale. Si chiama Jonathan ed ha 4 anni di vita.

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