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Una chiesa gioiosa che tocca il cuore

Il Vicario Apostolico di Phnom-Penh, in Cambogia, spiega come evangelizzare dopo il genocidio perpetrato dai khmer rossi

di Mons. Olivier Schmitthaeusler, M.E.P.

CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 16 ottobre 2012 (ZENIT.org) – Riportiamo di seguito l’intervento del Vescovo titolare di Catabum castra e Vicario Apostolico di Phnom-Penh Mons. Olivier Schmitthaeusler,  alla Undicesima Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi (15 ottobre 2012).

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Il genocidio perpetrato dai khmer rossi ha ucciso vescovi, sacerdoti, religiosi e la maggior parte dei cristiani. Da vent’anni, viviamo nuovamente l’epoca degli Atti degli Apostoli con un primo annuncio della Buona Novella praticato dai pochi sopravvissuti e sostenuto dall’arrivo in massa dei missionari. Oggi abbiamo circa 200 battesimi di adulti all’anno…

La piccola Chiesa della Cambogia è in qualche modo un laboratorio di evangelizzazione in un mondo buddista che ha pienamente aderito al processo di secolarizzazione veicolato dalla globalizzazione, un po’ come i draghi asiatici. La Missione Ad Extra è intimamente legata alla Missione Ad Intra. Ad Extra e Ad Intra

Ecco alcuni punti significativi per un primo annuncio di Gesù Cristo che possono essere estesi anche a una riflessione sulla nuova evangelizzazione.

Due sono fondamentali:

1) Il vero incontro con Gesù Cristo apre il cuore alla carità e all’esperienza del perdono per condurre alla scoperta del dono della vita.

2) I laici sono apostoli in questo mondo (apostolicam actuositatem).

Come sarà la Chiesa sacramento di Cristo nel mondo per una nuova evangelizzazione in atto e in verità?

1) Una Chiesa che tocca il cuore

2) Una Chiesa semplice

3) Una Chiesa ospitale

4) Una Chiesa orante

5) Una Chiesa gioiosa

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