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Un senzatetto a Washington: “Il Papa viene a trovarci, che benedizione!”

La testimonianza di Charles, che dopo aver perso la casa con l’uragano Katrina, è stato accolto dal centro Catholic Charities nella capitale statunitense

Assieme ad altri, Charles era in attesa di un furgone della Catholic Charities che venisse a prenderlo per portarlo alla sua nuova dimora. In piedi sul marciapiede di fronte alla sede della Catholic Charities di Washington DC, il senza fissa dimora, originario della Louisiana, ha raccontato a ZENIT del suo difficile viaggio e di come il centro che lo assiste e papa Francesco gli abbiano dato una ragione per considerarsi “assai benedetto”.

“Essere toccato da papa Francesco sarà una grazia”, dice Charles, spiegando che lui sarà tra i poveri e i senza fissa dimora, che incontreranno oggi il Santo Padre davanti alla Catholic Charities di Washington.

Catholic Charities assiste più di 120.000 persone provenienti da tutta Washington, fornendo vari servizi, inclusi gli alloggi, le cure mediche e dentistiche e i pasti. L’ente caritativo contribuisce a fornire circa 1.800 posti letto a notte e 4 milioni di pasti all’anno.

“Se hai un problema, questo è il posto per te”, prosegue Charles, aggiungendo che nel suo dormitorio, “la parola ‘no’ è inesistente”.

Parlando delle attività caritative, il senza tetto ha raccontato di come ogni mercoledì, i poveri vengono nutriti grazie a un programma denominato St. Maria’s Meals, nel quale un furgone viene a consegnare cibo per gli affamati. Charles ha sottolineato che l’organizzazione non assiste solo i cattolici ma chiunque.

Lamentandosi di come molte donne e bambini nell’area siano maltrattati e abbiano bisogno di cura e protezione, il clochard ha affermato che Catholic Charities fa tutto quello che può per assisterli.

“Una volta che arrivano qui, loro sanno che sono al sicuro”, ha detto, aggiungendo che questa attività ha un grande valore per chi è senza lavoro, per chi è rimasto senza casa, o soffre di seri disturbi mentali o altre infermità.

Charles ha proseguito parlando del cameratismo che nasce tra gli utenti del servizio. “Non c’è nessuna negatività qui”, afferma, sottolineando che questa carità in particolare aiuta in modi che ad altri non sono possibili. “Ho stretto delle belle amicizie – ha detto –. Così come l’ente si cura di noi, noi ci assistiamo gli uni gli altri. Sono molto grato per questo”.

“Nessuno è scontento del servizio ricevuto – ha proseguito Charles -. Vi dirò che il 90% dei washingtoniani conosce Catholic Charities, sa dov’è questo edificio. Puoi essere anche nudo e tutt’ossa, in uno stato terribile, loro non ti abbandonano mai”.

Dopo la tragedia dell’uragano Katrina, nel 2005, Charles è rimasto senza casa, “una situazione davvero insostenibile”. Catholic Charities lo ha aiutato. A ZENIT ha raccontato che ancora non gli è possibile tornare a casa ma che, una volta che gliene sarà assegnata una, sarà in grado di ricongiungersi alla sua famiglia.

“Sono un nonno e non vedo l’ora di rivedere i miei nipoti”, ci dice. Quando gli chiediamo di papa Francesco, dichiara: “Lo amo, sono sbalordito da lui”.

Durante l’incontro di oggi del Papa con i senza fissa dimora e i poveri, spiega Charles, il Santo Padre sarà salutato da una donna che gli leggerà una poesia lui dedicata. “I miei compagni che si sono messi in lista per vedere il Papa, sono in trepidazione – ha raccontato -. Non posso crederci che saremo più vicini a lui, rispetto a quelli che stanno alla Basilica Nazionale”.

Anche quelli che non potranno vedere Francesco, puntualizza Charles, sono felici ed entusiasti di sapere che sta arrivando e che sarà nel loro cortile.

Grazie all’amore dimostrato dal Papa, “non saremo più tristi come prima ma in pace e in preghiera. Davvero non potrei chiedere di più, per me è una grande benedizione”, conclude Charles.

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