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Foto: Arcidiocesi di Milano

“Un profeta e testimone”. Scola ricorda il cardinale Martini

L’arcivescovo di Milano ha commemorato il porporato gesuita a quattro anni dalla morte. Proiettato in anteprima il documentario di Rai Storia ‘Carlo Maria Martini, profeta del Novecento’

“Non possiamo non riconoscere, nel richiamo al tema della testimonianza e della profezia del Vangelo di oggi, una provvidenziale assonanza con il magistero e con l’azione pastorale del cardinal Martini che oggi ricordiamo a quattro anni del dies natalis”. Lo ha detto il cardinale Angelo Scola, celebrando ieri in un Duomo gemito di fedeli la Santa Messa per il quarto anniversario della morte del porporato gesuita che fu arcivescovo dell’arcidiocesi ambrosiana dal 1979 al 2002.

Nella sua omelia, il cardinale Scola ha sottolineato il legame tra la Lettera pastorale ‘Farsi Prossimo’ scritta da Martini per l’anno ’85-’86 e l’Anno santo della Misericordia, indetto da Papa Francesco, che la chiesa sta celebrando, nel concepire in particolare i tratti della carità. “Essi possiedono un carattere di attualità sia a livello ecclesiale, soprattutto per la nostra Chiesa, sia a livello civile, soprattutto per la metropoli di Milano e per le terre ambrosiane, ed infondono energia ed indirizzi per attraversare, carichi di speranza, la fase di travaglio che stiamo vivendo”, ha messo in evidenza il card. Scola.

Infine l’arcivescovo ha ricordato che il polo museale formato dal Museo diocesano e dal Chiostro di Sant’Eustorgio prenderà ufficialmente il nome del cardinale Carlo Maria Martini. E ha rammentato l’uscita del secondo volume dell’Opera omnia degli scritti del cardinale dedicato agli Esercizi spirituali in stile ignaziano sui quattro Vangeli.

Alla funzione, concelebrata dall’arcivescovo emerito Dionigi Tettamanzi, da dieci vescovi e oltre un centinaio di sacerdoti della Diocesi di Milano, dai padri gesuiti Carlo Casalone e Giacomo Costa, rispettivamente presidente e vice della Fondazione Carlo Maria Martini, erano presenti anche la sorella di Martini, Maris, e il nipote Giovanni. Dopo l’eucarestia, il card. Scola e i vescovi concelebranti si sono recati sulla tomba del cardinale nella navata laterale sotto la croce di san Carlo.

Al termine della celebrazione nella Cattedrale, Scola con diverse decine di fedeli si è trasferito nel vicino Auditorium della Fondazione San Fedele dove è stato proiettato in anteprima il documentario ‘Carlo Maria Martini, profeta del Novecento’, prodotto dalla Rai in collaborazione con la Fondazione Carlo Maria Martini.

Il documentario, a cura di Antonia Pillosio e Giuseppe Sangiorgi – che andrà poi in onda su Rai Storia il 6 settembre alle 21.30 nell’ambito della serie Italiani – ricostruisce la vita, il messaggio e l’eredità spirituale di Martini, dagli anni degli studi biblici e del Concilio Vaticano II ai suoi primi passi come arcivescovo di Milano fino a Gerusalemme, dove si ritirò alla fine del suo ministero pastorale per tornare a dedicarsi interamente allo studio della Bibbia.

Il filmato realizzato con contributi video delle Teche Rai è arricchito da interviste a persone che l’hanno conosciuto nella Diocesi di Milano come mons. Giovanni Giudici, vicario generale dal 1991 al 2002, mons. Roberto Busti, suo portavoce dal 1981 al 1991, Silvia Landra della Casa della Carità e padre Guido Bertagna. Altri spunti biografici inediti sono suggeriti da Ferruccio De Bortoli, dalla professoressa Maria Cristina Bartolomei e dai suoi familiari oltre che da immagini, fotografie provenienti dall’Archivio della Fondazione Carlo Maria Martini e della famiglia Martini.

“Questo lavoro – ha spiegato padre Giacomo Costa – non è solo un nuovo profilo biografico, piuttosto è un documentario su quello che il cardinale Martini ha rappresentato per coloro che lo hanno incontrato. In questo modo mostra che la sua testimonianza è ancora viva, perché è stata in grado di mettere in moto un cammino, un processo, vero compito degli uomini di Chiesa come dice Papa Francesco”.

 

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