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Un Natale all’insegna del dialogo in Kurdistan e India

Il governo della regione autonoma del Kurdistan ha stabilito un giorno di ferie per esprimere solidarietà ai cristiani. In India, istituita invece la “Giornata del buon governo”

Il Kurdistan, regione a maggioranza islamica, festeggerà il 25 dicembre per esprimere pubblicamente solidarietà delle istituzioni e di tutta la società ai cristiani in occasione del Natale del Signore. Le istituzioni pubbliche osserveranno un giorno di riposo. Lo ha deciso ieri il governo della regione autonoma. Sven Dzia, portavoce ufficiale del governo, ha pubblicato un messaggio di felicitazioni rivolto “a tutti i fratelli cristiani del Kurdistan, dell’Iraq e di tutto il mondo” augurando un anno di pace, sicurezza e stabilità.

Soddisfazione da parte dei cristiani. “La decisione delle autorità del Kurdistan iracheno testimonia attenzione e vicinanza alle nostre sofferenze”, afferma all’agenzia Fides don Paolo Thabit Mekko, giunto in Kurdistan dopo aver lasciato Mosul, conquistata dai jihadisti dello Stato islamico. Il sacerdote sta partecipando in queste ore a una giornata di ritiro spirituale in preparazione del Natale organizzata dalla comunità ecclesiastica caldea presente a Erbil.

“Ci prepariamo al Natale – aggiunge padre Paolo – chiedendo a Gesù di portare pace e consolazione nei nostri cuori. Ci ha commosso il messaggio che ci ha inviato qualche giorno fa papa Francesco, e speriamo che ce ne siano altri”. 

Segni di apertura all’insegna del Natale anche in India. Il 25 dicembre le istituzioni, i cittadini, le associazioni e i credenti di tutte le religioni si impegneranno, nel grande Paese asiatico, per riflettere insieme e offrire osservazioni sul “buon governo”. Lo ha deciso il governo indiano, proclamando il 25 dicembre “Giornata del buon governo”.

“Accogliamo con favore la decisione del governo centrale di osservare la Giornata del buon governo nel giorno di Natale. La scelta di Natale come una Giornata di buon governo è un omaggio a Cristo, che è venuto ad asciugare ogni lacrima e a creare un mondo in cui l’agnello e il leone pascoleranno insieme”, afferma all’agenzia Fides Sajan K. George, Presidente nazionale del “Consiglio globale dei cristiani indiani” (Gcic).

L’auspicio dei cristiani è che “il buon governo duri non solo il giorno di Natale, ma tutti i giorni dell’anno”. Per questo ricordano con apprensione “attacchi e minacce contro le minoranze in India”: chiese devastate, liturgie interrotte, divieto di ingresso ai missionari cristiani in alcuni villaggi, conversioni forzate di dalit (fuori casta) dal cristianesimo all’induismo. 

Secondo George, il buon governo “comprende anche la lotta contro il comunitarismo religioso, sociale e politico”, il quale è spesso causa di violenza e discriminazione. Il “messaggio di pace e serenità” del Natale sia dunque per il governo indiano “un promemoria”, nel “tenere a mente che il suo compito è lavorare per lo sviluppo pacifico e armonico della nazione”. 

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