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Un milione a Parigi per dire no al terrorismo

In una città blindata, la “marche republicaine” ha unito leader politici, forze dell’ordine e gente comune

Oltre un milione di persone hanno marciato pacificamente a Parigi per dire no al terrorismo di stampo religioso e non. La manifestazione si è svolta in una capitale francese blindata con oltre 5.500 agenti di sicurezza, affiancati da più di un migliaio di militari.

“Oggi Parigi è la capitale del mondo”, ha dichiarato il presidente francese François Hollande, che al termine della marche republicaine ha incontrato i superstiti dell’attentato nella redazione della rivista satirica Charlie Hebdo, dove mercoledì scorso hanno perso la vita 12 persone.

Assieme a Hollande hanno marciato, tenendosi sotto braccio, numerosi capi di stato e di governo da tutto il mondo, tra cui la cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier italiano Matteo Renzi, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il leader palestinese Abu Mazen e i principali vertici dell’Unione Europea.

Tra i presenti alla marcia anche i reali di Giordania Abdallah e Rania. In un post su Facebook, la regina ha affermato: “Come musulmana mi ha addolorato che qualcuno abbia deriso l’Islam e il mio credo religioso e mi offende anche vedere offese altre religioni”.

Secondo la sovrana, tuttavia, l’efferata strage ai danni della redazione di Charlie Hebdo è completamente ingiustificabile, dal momento in cui “l’Islam è una religione di pace, di tolleranza e di misericordia”.

Tra i leader delle organizzazioni non governative era presente il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, che ha dichiarato: “Parigi è una grande città che ha saputo reagire in modo eccezionale. Stando in mezzo a questa folla, composta da rappresentanti delle istituzioni e autorità religiose insieme a migliaia di comuni cittadini, si sente l’espressione di un umanesimo popolare che è alle radici dell’Europa e che ci impegna a lavorare per l’unità e l’integrazione”.

“Oggi, qui, il nostro continente comunica a tutti la sua anima più vera e profonda: la coscienza che è possibile vivere una grande unità con la partecipazione e il contributo di tutte le diversità che ne fanno parte”, ha aggiunto Riccardi.

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