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Un martire che ha sconfitto la dittatura comunista

E’ stato beatificato padre Jerzy Popiełuszko, il capellano di “Solidarność”

di don Mariusz Frukacz
 

VARSAVIA, lunedì, 7 giugno 2010 (ZENIT.org).- “Padre Jerzy era semplicemente un leale sacerdote cattolico, che difendeva la sua dignità di ministro di Cristo e della Chiesa e la libertà di tutti coloro che, come lui, erano oppressi e umiliati”. Lo ha detto l’Arcivescovo Angelo Amato S.D.B., prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, durante l’omelia per la beatificazione del sacerdote e martire polacco Jerzy Popiełuszko.

Alla solenne celebrazione, svoltasi il 6 giugno nella piazza Maresciallo Józef Pilsudski, a Varsavia, hanno partecipato i fedeli di tutta la Polonia, i membri  del sindacato di “Solidarność”, le autorità civili e militari, i sacerdoti, i consacrati e le consecrate, la madre del beato, Marianna Popiełuszko, e i familiari del sacerdote martire.

“La religione, il Vangelo, la dignità della persona umana, la libertà – ha detto ancora nell’omelia mons. Amato – non erano in sintonia con l’ideologia marxista. Per questo, contro di lui si scatenò la furia omicidia del grande mentitore, nemico di Dio e oppressore dell’umanità, di colui che odia la verità e diffonde la menzogna”.

Per la Polonia, per la Chiesa polacca e specialmente per “Solidarność” la deatificazione di padre Popiełuszko rappresenta la storia. Il ricordo di una difesa eroica dei diriti delle persone, un ritorno alle radici cattoliche del sindacato polacco.  

In particolare padre Jerzy Popiełuszko ha ricordato a tutti i polacchi le tre dimensioni che hanno dato vita a ”Solidarność” e cioè la difesa e la rivendicazione della presenza della Croce di Cisto nella sfera della vita pubblica, la solidarietà sociale e la libertà.

Padre Jerzy Popiełuszko ha insegnato che bisogna essere fedeli ogni giorno allo spirito di solidarietà e al vero patriottismo di una nazione la cui identità è stata ed è profondamente cattolica.

“Il beato è il Patrono della solidarietà sociale e di tutti quelli che danno testimonianza della Verità”, ha detto a ZENIT Janusz Śniadek attuale Presidente del sindacato di “Solidarność”.

Un operaio del cantiere navale di Gdynia ha aggiunto: “La beatificazione di padre Popiełuszko è per me una vera gioia. Come sacerdote era una persona aperta a tutti, specialmente verso i poveri e verso gli operai perseguitati”.

La Santa Messa è stata concelebrata da di più 100 tra Arcivescovi, Vescovi e Cardinali. Erano presenti anche i Cardinali Wiliam Levada – prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede – Stanisław Dziwisz, Józef Glemp, Franciszek Macharski, Henryk Gulbinowicz, Adam Maida e Kazimierz Świątek, l’Arcivescovo Józef Kowalczyk, Nunzio Apostolico in Polonia, e il nuovo Primate della Polonia, l’Arcivescovo Kazimierz Nycz, Metropolita di Varsavia. Tra gli altri c’erano anche Arcivescovi e Vescovi dalla Repubblica Ceca, della Lituania, della Bielarussia, dell’Ucraina.

Prima della Messa la preghiera del rosario è stata presieduta dalla madre del beato, Marianna Popiełuszko.

 L’Arcivescovo Angelo Amato durante l’omelia ha sottolineato che padre Popiełuszko “con le sole armi spirituali della verità, della giustizia e della carità, cercò di mantenere e testimoniare la libertà della sua coscienza di cittadino e di sacerdote”.

“Ma l’ideologia malefica non sopportava lo splendore della verità e della giustizia – ha affermato il Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi –. Per questo l’inerme sacerdote fu spiato, perseguitato, catturato, torturato e, come ultimo scempio, incaprettato e, ancora agonizzante, buttato in acqua. I suoi carnefici, che non rispettavano la vita, non rispettarono nemmeno la morte. Lo abbandonarono, come si abbandona la carcassa di un animale. Fu ritrovato solo dopo dieci giorni”.

 Il Prefetto del Dicastero vaticano ha sottolineato che “il sacrificio del giovane prete non fu una sconfitta. I suoi carnefici non potevano uccidere la Verità. La tragica morte del nostro martire, infatti, fu l’inizio di una generale conversione dei cuori al Vangelo. La morte  dei martiri è infatti il seme per i cristiani”.

L’Arcivescovo Amato ha ricordato le parole del Papa Benedetto XVI, secondo cui padre Popiełuszko “vinse il male col bene fino all’effusione del sangue”.

Dopo la Messa di beatificazione le reliquie di padre Popiełuszko sono state portate in processione per 14 chilometri fino al Tempio della Divina Providenza, nella zona di Wilanów.

Padre Jerzy Popiełuszko era nato il 14 settembre 1947 a Okopy, nel voivodato nordorientale di Białystok, in una famiglia rurale profondamente cristiana.

Entrato nel 1965 nel Seminario maggiore di Varsavia, ricevette l’anno dopo l’ordine di chiamata alle armi, dovendo svolgere il servizio triennale di leva in una unità speciale, dove le autorità militari comuniste svolgevano opera di indottrinamento antiecclesiale e antireligioso per distogliere i seminaristi dalla loro vocazione. Fu oggetto di vessazioni e persecuzioni, che indebolirono il suo stato di salute.

Venne ordinato sacerdote il 28 maggio 1972 dal Cardinale Stefan Wyszyński, Primate della Polonia. Scelse il motto della sua vita sacerdotale, riprendendo le parole del profeta Isaia e del Vangelo di Luca: “mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati”.

Dopo la proclamazione della legge marziale, nel 1981, padre Popiełuszko si impegnò nella celebrazione delle “Messe per la Patria”, nelle cui omelie affrontava temi religiosi e spirituali ma anche questioni di attualità, di carattere sociale e politico-morale, illustrando i documenti fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa e gli insegnamenti al riguardo di Giovanni Paolo II e del Cardinale Stefan Wyszyński.

Il 19 ottobre 1984 venne sequestrato da funzionari dei Servizi di Sicurezza del regime e assassinato. Ai suoi funerali parteciparono più di mille sacerdoti e centinaia di migliaia di fedeli.

Sulla sua tomba presso la Chiesa di San Stanislao Kostka nella zona di Żoliborz a Varsavia (dal 1984 fino a 2010) hanno pregato 18 milioni di pellegrini in gruppi organizzati.

In 26 anni i polacchi provenienti da 7.512 tra città e paesi sono venuti a pregare sulla tomba di padre Popiełuszko. Trecentodiecimila sono stati i pellegrini stranieri provenienti da 134 paesi.

Fra le persone che hanno visitato e pregato sulla tomba del sacerdote martire ci sono stati: il Santo Padre Giovanni Paolo II (14 giugno 1987), il Cardinale Joseph Ratzinger (oggi Benedetto XVI), il Cardinale Jean-Marie Lustiger l’Arcivescovo di Parigi, l’ex Presidente degli Stati Uniti George Bush, Margaret Thatcher, già Primo ministro britannico, Vaclav Havel, Presidente della Repubblica Ceca, Giulio Andreotti, Primo ministro d’Italia.

Secondo un sondaggio fatto da CBOS (il Centro di Ricerca dell’Opinione Pubblica) prima della beatificazione l’80% dei polacchi adulti dichiarava di conoscere padre Jerzy Popiełuszko e per il 78% degli intervistati la beatificazione di padre Popiełuszko ha una dimensione e un significato di carattere nazionale.

La commemorazione liturgica del beato padre Jerzy Popiełuszko, secondo le volontà di Benedetto XVI, sarà celebrata il 19 ottobre.

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