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Cardinal Peter Turkson

Foto © ZENIT (HSM)

Turkson: “Superare la crisi con politiche integrate che ascoltino la voce di tutti”

Il messaggio del cardinale per la presentazione del Rapporto Unctad 2016

“Lo sviluppo è il nuovo nome della pace”. Cita le parole della Popolorum Progressio del Beato Paolo VI, il card. Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, nel suo messaggio inviato in occasione della presentazione del Rapporto 2016 dell’Unctad, la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo.

Nel testo, letto da padre Michael Czerny – e riportato dalla Radio Vaticana – il porporato richiama gli insegnamenti degli ultimi Pontefici per rimarcare la necessità di uno sviluppo umano integrale. Turkson parte da una domanda di fondo, e cioè quale tipo di sviluppo sia necessario oggi, in un mondo in cui le nuove tecnologie hanno rotto i confini tradizionali tra le nazioni e aperto nuove aree di opportunità economiche.

La risposta la offre ancora Paolo VI, secondo il quale – rammenta il cardinale – lo sviluppo deve coinvolgere ogni persona e tutta la persona. Quindi si arriva al magistero di Papa Francesco, il quale afferma che: “Non si può parlare di sviluppo sostenibile senza una solidarietà fra le generazioni. Quando pensiamo alla situazione in cui si lascia il pianeta alle future generazioni, entriamo in un’altra logica”, cioè quella del dono gratuito.

Il prefetto del nuovo Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano integrale  richiama pure San Giovanni Paolo II e la sua attenzione per i poveri che – diceva – possono diventare i principali costruttori di un nuovo e più umano futuro per tutti. Da non dimenticare neanche la lunga crisi finanziaria che si trascina dal 2008, per cui bisogna esercitare una maggiore responsabilità e realizzare politiche integrate.

Queste – afferma Turkson – “richiedono costanza e generosità, e che si ascoltino diverse voci”, non solo bancarie, politiche, commerciali ma anche quella dei lavoratori, dei disoccupati di giovani e anziani e dell’ambiente.  L’auspicio del porporato è dunque che il Rapporto sia di aiuto all’Unctad e ad altre istituzioni per affrontare le sfide dei prossimi decenni.

 

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