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Cardinal Peter Kodwo Appiah Turkson

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Turkson: “Il mondo ha bisogno di cambiare”

Il presidente del Pontificio Consiglio “Iustitia e Pax” apre l’Incontro mondiale dei Movimenti Sociali, in Bolivia, che domani vedrà la partecipazione del Santo Padre 
 

“Il mondo ha necessità di seguire un processo di cambiamento”. È stata questa la ‘frase guida’ del discorso del card. Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, all’inaugurazione dell’Incontro Mondiale dei Movimenti Sociali, che si svolge a Santa Cruz, in Bolivia, dal 7 al 9 luglio. L’incontro – che, riferisce Fides, ha superato il record di oltre 1.500 partecipanti – vanterà domani la presenza di Papa Francesco, che parteciperà alla chiusura, nell’ambito della sua visita pastorale in Bolivia.

Tema dell’incontro è “Il futuro dei movimenti sociali a favore dell’ambiente”. Aprendo i lavori, il cardinale ha evidenziato che il cambiamento del mondo deve essere portato avanti dai movimenti popolari, tenendo conto che la preoccupazione per la Madre Terra e la dignità delle persone non è appannaggio esclusivo di capi religiosi, scienziati, politici o uomini d’affari. 

“Le proteste dei poveri sono state di vitale importanza per far capire ai potenti del mondo, negli ultimi anni, che non si può continuare con la distruzione del pianeta e ignorando le loro necessità”, ha affermato, sottolineando che “la Chiesa cattolica vuole sentire questo grido e farne parte”. Essa, ha aggiunto Turkson, “vuole unire le proprie mani in questi processi e contribuire ogni giorno con le sue cooperative sociali, i suoi consigli di quartiere, le sue comunità contadine e indigene, per lo sviluppo globale degli esclusi, come persone, famiglie e popoli”.

Intervistato poi dalla Radio Vaticana, il porporato ha spiegato che anche lo stesso presidente boliviano Evo Morales proviene dalla realtà dei Movimenti Sociali, “è un protagonista di questo movimento”. Quindi – ha soggiunto – “qui ci troviamo a casa dei Movimenti Popolari con un Presidente che ne fa parte. Il messaggio di base è semplice: se viviamo in una società è perché accettiamo di coesistere”.

Sulla partecipazione del Papa, il cardinale ha evidenziato che essa “è un desiderio, un invito allora ai governi, ai capi, di riconoscere, di saper ‘portare a bordo’ tutti questi settori per rendere queste persone protagoniste del loro sviluppo  e di quello dell’intera comunità”.

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