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Cardinal Peter Kodwo Appiah Turkson

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Turkson: “Bisogna asciugare le lacrime della Terra”

Il cardinale Peter Turkson è intervenuto ieri nel campus della Columbus Ohio State University per una discussione sulla sostenibilità globale

“Che tipo di mondo vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi, per i bambini che ora stanno crescendo?”. È partito da questa domanda, posta  dal Pontefice nella enciclica Laudato Si’, il cardinale Peter Turkson per snodare il suo intervento di ieri sera nel campus della Columbus Ohio State University, che lo ha invitato per una discussione sulla sostenibilità globale.

Il presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace – informa la Radio Vaticana – ha sintetizzato, elencandole, le preoccupazioni di Francesco sulla difficile situazione complessiva che vive la “casa comune” planetaria. “Oggi la terra, nostra sorella – ha detto – è maltrattata e abusata, si lamenta, e le sue grida si uniscono a quelle di tutto il mondo abbandonato e ‘scartato’”.

Ci sono le emissioni di gas serra “in forte aumento”, che minacciano di spezzare gli equilibri climatici e lo sviluppo sostenibile in tutto il mondo. E “la terra – ha osservato Turkson – geme sotto il peso terribile dell’inquinamento e del degrado. Si piange per la perdita di biodiversità, di intere specie che scompaiono per la disattenzione dell’uomo”. Ci sono poi le “lacrime asciutte”, quelle che si piangono per la mancanza e lo spreco d’acqua, mentre i “deserti aumentano”.

Papa Francesco, ha ricordato inoltre il porporato, “ci invita ad ascoltare queste sofferenze. Egli esorta tutti e di ciascuno – gli individui, le famiglie, le comunità locali, le nazioni e la comunità internazionale – a ‘cambiare direzione’ assumendo la bellezza e la responsabilità del compito di ‘prendersi cura per la nostra casa comune’. E qui, il capo Dicastero ha parlato della “conversione” a una “ecologia integrale” cui Francesco esorta, quella che coinvolge tutta l’umanità, figlia di un mondo ormai “interconnesso”.

“Nuovi stili di vita”, dunque, accompagnati dall’eliminazione della “cultura dell’usa e getta” e dalla “critica” al “nuovo paradigma tecnocratico” e alle “forme di potere che nascono dalla tecnologia”. Proprio come quelli richiesti gruppo di patriarchi, cardinali e vescovi che, in rappresentanza della Chiesa di tutto il mondo, la scorsa settimana hanno firmato una dichiarazione per invitare i dirigenti della Cop21 – la Conferenza delle Parti della Convenzione quadro dell’Onu sui cambiamenti climatici – a rispondere alla chiamata della “Laudato Si’”.

L’appello – ha evidenziato il cardinale – sottolinea che “il clima e l’atmosfera sono beni comuni globali che appartengono a tutti e sono destinati a tutti” e chiede “un accordo equo”, giuridicamente vincolante, che riconosca “la necessità di vivere in armonia con la natura, garantendo il rispetto dei diritti umani per tutti, compresi quelli dei popoli indigeni, delle donne, dei giovani e dei lavoratori”.

Attraverso “il dialogo, l’unità, e la buona volontà verso gli altri – ha concluso il cardinale Turkson – possiamo rispondere generosamente e responsabilmente. E che Dio ci usi di noi per contribuire a realizzare la nostra preghiera sulla terra, la casa comune Egli ci ha dato”.  

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