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Turchia, la preoccupazione della Santa Sede

Il Parlamento turco approva lo stato di emergenza e sospende la Convenzione europea sui diritti umani. Card. Parolin: “Sviluppi non positivi”

La Turchia continua a restare nel caos dopo il tentato golpe avvenuto nella notte tra il 15 e il 16 luglio. Il Parlamento turco ha approvato oggi lo stato di emergenza che durerà tre mesi. Con lo stato d’emergenza, il Consiglio dei ministri, presieduto dal capo dello Stato, può “emettere decreti aventi forza di legge”, sottoposti lo stesso giorno all’approvazione del Parlamento.

Assieme alla proclamazione dello stato d’emergenza, “la Turchia sospenderà la Convenzione europea sui diritti umani”, ha annunciato il vicepremier e portavoce del Governo Numan Kurtulmus, pur assicurando che “non vi saranno limitazioni a diritti e libertà” per i cittadini.

Sulla questione turca è intervenuto oggi il card. Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, a margine della cerimonia di congedo di mons. Celli, nella Basilica di San Pietro.

“Questi sviluppi non sono positivi e sono fonte di preoccupazione per tutti – ha detto -. La tensione sta aumentando nel mondo e le tensioni non sono una buona precondizione per affrontare e risolvere i problemi. Questa è fonte di preoccupazione per tutti. Speriamo che la saggezza e l’umanità prevalgano e aiutino le persone a cercare e a trovare le soluzioni giuste”.

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