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“Tu sei misericordioso, io sono misero”

Sant’Agostino spiega come caricarsi della miseria altrui ed offrirla al Signore affinchè ce ne liberi

Sant’Agostino è uno dei più i grandi santi nella storia della Chiesa. La sua vita è la testimonianza che Dio è Misericordia.

Tale testimonianza la troviamo nelle “Confessioni”, uno dei suoi libri più famosi.  Sant’Agostino ripercorre la sua vita e il cammino spirituale intrapreso per giungere a Dio. Le Confessioni sono infatti un viaggio spirituale all’interno del suo cuore. Sant’Agostino attraverso la riflessione e la meditazione, scopre Dio misericordioso, scopre la Misericordia.

A questo proposito ha scritto: “Qui affiora alla memoria la povera storia della mia vita, intessuta, per un verso, dall’ordito di singolari e innumerevoli benefici, derivanti da un’ineffabile bontà: è questa che spero potrò un giorno vedere ed ‘in eterno cantare’; e, per l’altro, attraversata da una trama di misere azioni, che si preferirebbe non ricordare, tanto sono manchevoli, imperfette, sbagliate, insipienti, ridicole”.

Ed ancora: “‘Tu scis insipientiam meam’: Dio, Tu conosci la mia stoltezza (Ps. 68,6). Povera vita stentata, gretta, meschina, tanto tanto bisognosa di pazienza, di riparazione, d’infinita misericordia”.

La sintesi di Sant’Agostino tra miseria et misericordia è suprema.

Sul rapporto tra miseria e misericordia il beato Paolo VI ha scritto: “Miseria mia, misericordia di Dio. Ch’io possa almeno ora onorare Chi Tu sei, il Dio d’infinita bontà, invocando, accettando, celebrando la Tua dolcissima misericordia”.

Nella ricerca della verità su se stesso Sant’Agostino ha trovato Dio, ed ha scoperto Misericordia. “Ogni mia speranza è posta nell’immensa grandezza della tua misericordia” – ha scritto nelle Confessioni (X, 29.40).

Il santo vescovo di Ippona ha aperto il suo cuore a Dio. “Eccolo il mio cuore, mio Dio, eccolo nel suo intimo” (Le Confessioni IV, 6.11).

Come il peccatore ha cercato la Misericordia di Dio. “Eppure lasciami parlare davanti alla tua misericordia. Sono terra e cenere, eppure lasciami parlare. Vedi, è alla tua misericordia, e non a un uomo che riderebbe di me, ch’io parlo” – ha scritto nelle  Confessioni (I, 6. 7).

Sant’Agostino sa quanto grandi sono le ferite che il peccato lascia nel cuore umano. L’uomo ferito dal peccato deve essere aperto alla misericordia di Dio. Poiché Dio sempre con amore e misericordia guarda l’uomo e il suo cuore.

Ecco perché Sant’Agostino sta davanti a Dio in umiltà e gli apre il suo cuore ferito. “Vedi che non nascondo le mie piaghe. Tu sei medico, io sono malato; tu sei misericordioso, io sono misero” (Le Confessioni X, 28.39).

Per Sant’Agostino il cuore e la miseria sono strettamente correlati. Nel suo Discorso 358/A, ‘Trattato di Sant’Agostino sul valore della Misericordia’ troviamo la belissima definizione della misericordia.

“Desidero darvi, o buoni fedeli, qualche avvertimento sul valore della misericordia. Per quanto abbia sperimentato che voi siete disponibili a ogni opera buona, tuttavia è necessario che su questo argomento tenga con voi un discorso di particolare impegno. Vediamo dunque: che cosa è la misericordia? Non è altro se non un caricarsi il cuore di po’ di miseria [altrui].

La parola misericordia deriva il suo nome dal dolore per il “misero”. Tutt’e due le parole ci sono in quel termine: miseria e cuore. “Quando il tuo cuore è toccato, colpito dalla miseria altrui, ecco, allora quella è misericordia” – ha sottolineato San Agostino.

L’umo che trova Dio e scopre la sua misericordia vuole sempre essere unito a Dio. Tutto per lui è il dono di Dio misericordioso. “…io medesimo sussisterò con te, poiché tu mi hai dato di sussistere” (Le Cofessioni I, 20.31), e anche “perché ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te” (Le Confessioni I, 1.1).

In una delle preghiere scritte nelle Confessioni San Agostino ringrazia Dio per la sua presenza e per la sua misericordia:

“Ecco quanto ho spaziato nella mia memoria alla tua ricerca, Signore; e fuori di questa non ti ho trovato. Nulla, di ciò che di te ho trovato dal giorno in cui ti conobbi, non fu un ricordo; perché dal giorno in cui ti conobbi, non ti dimenticai. Dove ho trovato la verità, là ho trovato il mio Dio, la Verità persona; e non ho dimenticato la Verità dal giorno in cui la conobbi. Perciò dal giorno in cui ti conobbi, dimori nella mia memoria, e là ti trovo ogni volta che ti ricordo e mi delizio di te. È questa la mia santa delizia, dono della tua misericordia, che ebbe riguardo per la mia povertà” (Le Confessioni X, 24.35).

“Le Confessioni” sono un libro adatto a questo periodo del Giubileo, un manifesto di Misericordia che a distanza di secoli rimane di grande attualità.

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Le riflessioni sulle Confessioni di Sant’Agostino sono parte degli esercizi spirituali da me presieduti nella parrocchia di San Niccolo a Zawiercie – Kromołów, nell’Arcidiocesi di Czestochowa, nei giorni 6-9 marzo 2016

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