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Trovare riposo nei discorsi dei Santi

Sant’Alberto da Rivolta d’Adda, un volto da contemplare

Il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, monsignor Massimo Camisasca, nella sua lettera pastorale Vieni e vedrai. I giovani, la fede e il discernimento vocazionale del 4 novembre 2016 descrivendo la realtà giovanile ha messo in evidenza «l’invasione delle nuove tecnologie, che pure hanno offerto strade decisamente interessanti per la conoscenza, ha plasmato poi il loro modo di vivere e di pensare, ha invaso il tempo libero e la mente dei ragazzi con una quantità di nozioni non sempre verificate, di immagini, di provocazioni e di possibilità comunicative virtuali, in molti casi dannose e compulsive, di fronte a cui i giovani non hanno spesso criteri di discernimento».

Discernimento quindi anche di quali siti o blog visitare, notizie leggere per non smarrirsi nelle molte “bufale” diffuse con notevole perdita di tempo; e questo anche in riferimento a gruppi che diffondono notizie e informazioni inerenti la fede o la realtà ecclesiale.

Sempre a proposito di tali tecniche comunicative il cardinale Angelo Scola durante la visita pastorale alla domanda di indicazioni concrete per non smarrirsi nell’attuale mondo che da mass mediatico mediante i social network ha preso un ritmo vortiginoso ha risposto indicando l’importanza del discernimento e conoscenza di strumenti affidabili circa la correttezza dell’informazione e anche la sua efficacia formativa, quali ad esempio Avvenire, TV2000 e altri.

In questo complesso mondo comunicativo uno spazio particolare hanno siti che presentano la vita dei santi; la lettura e visione dei loro scritti e vite certamente lascia un “retrogusto” di pace e serenità, come ebbe a sperimentare ad esempio sant’Ignazio di Loyola; infatti ne Il racconto del pellegrino – un’autografia narrata in terza persona – racconta della battaglia di Pamplona in cui fu ferito e continuando narra: «Solo che non poteva reggersi bene sulla gamba e doveva per forza stare a letto. Poiché era un appassionato lettore di quei libri mondani e frivoli, comunemente chiamati romanzi di cavalleria, sentendosi ormai in forze ne chiese qualcuno per passare il tempo.

Ma di quelli che era solito leggere, in quella casa non se ne trovarono. Così gli diedero una Vita Christi e un libro di vite di santi in volgare.

Percorrendo più volte quelle pagine restava preso da ciò che vi si narrava. Ma quando smetteva di leggere talora si soffermava a pensare alle cose che aveva letto, altre volte ritornava ai pensieri del mondo che prima gli erano abituali. […] L’alternarsi di pensieri così diversi durò a lungo. Si trattasse di quelle gesta mondane che sognava di compiere, o di queste altre a servizio di Dio che gli si presentavano all’immaginazione, si tratteneva sempre sul pensiero ricorrente fino a tanto che, per stanchezza, lo abbandonava e s’applicava ad altro.

C’era però una differenza: pensando alle cose del mondo provava molto piacere, ma quando, per stanchezza, le abbandonava si sentiva vuoto e deluso. Invece, andare a Gerusalemme a piedi nudi, non cibarsi che di erbe, praticare tutte le austerità che aveva conosciute abituali ai santi, erano pensieri che non solo lo consolavano mentre vi si soffermava, ma anche dopo averli abbandonati lo lasciavano soddisfatto e pieno di gioia. Allora non vi prestava attenzione e non si fermava a valutare questa differenza.

Finché una volta gli si aprirono un poco gli occhi; meravigliato di quella diversità cominciò a riflettervi: dall’esperienza aveva dedotto che alcuni pensieri lo lasciavano triste, altri allegro; e a poco a poco imparò a conoscere la diversità degli spiriti che si agitavano in lui: uno del demonio, l’altro di Dio».

Veramente si può accogliere l’indicazione del libro della Didaché, ossia «cercate ogni giorno il volto dei santi e trovate riposo nei loro discorsi». Tra questi figurano da persone recenti, quali Carlo Acutis di cui è appena terminata la fase diocesana del processo di beatificazione, a santi quasi sconosciuti quale Alberto Quadrelli da Rivolta d’Adda che in pieno Medioevo si distinse per la sua carità operosa soprattutto negli anni in cui fu vescovo di Lodi (cfr. https://it.zenit.org/articles/verso-il-giubileo-con-sant-alberto-da-rivolta-d-adda/).

Proprio a tale santo vescovo è dedicato il libro Alberto Quadrelli. La vita in un’icona che venerdì 25 novembre sarà presentato a Rivolta d’Adda da Paolo Vittorio Beccaro, Donatella Beltrame e Cesare Sottocorno.

 

 

 

 

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