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Foto: Comfreak - Pixabay CC0

Tratta delle persone: i sopravvissuti raccontano

Le toccanti testimonianze sul sito della Giornata di Preghiera contro le nuove schiavitù, in programma per l’8 gennaio

Il prossimo 1 febbraio, alle 11, a Roma presso la Sala Stampa Estera, in via dell’Umiltà 83, sarà presentata la terza giornata Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione Contro la Tratta di Persone (GMPT), che sarà celebrata il prossimo 8 febbraio 2017, e che avrà come filo conduttore il tema Sono bambini! non schiavi. All’incontro, saranno presenti gli organizzatori della giornata e le testimonianze di coloro che cercano di portare il loro aiuto a chi è rimasto coinvolto nella tratta.

L’evento, che viene celebrato nel giorno in cui si ricorda la memoria Liturgica di Santa Bakhita, che conobbe nella sua vita le sofferenze della schiavitù, è promosso da Talitha Kum (UISG-USG), la Rete Internazionale della Vita Consacrata contro la tratta di persone, in coordinamento con il Dicastero per la Vita Consacrata, il Pontificio Consiglio di Giustizia e Pace, il Pontificio Consiglio dei Migranti e Popoli Itineranti, l’Accademia delle Scienze Vaticane, Caritas Internationalis (CI),l’Unione Internazionale delle Associazioni Femminili Cattoliche (WUCWO) e il gruppo di lavoro contro la tratta della Commissione giustizia e pace delle Unione Internazionali delle Superiore e dei Superiori Generali (UISG/USG).

Negli ultimi trent’anni, si calcola che sono stati circa 30 milioni i bambini coinvolti nella tratta. Attualmente nel mondo, ogni due minuti, una bambina o bambino è vittima dello sfruttamento sessuale. Più di 200 milioni di minori lavorano, di cui 73 milioni hanno meno di 10 anni. Di questi piccoli, ogni anno ne muoiono 22 mila a causa di incidenti di lavoro.

E  proprio a questa giornata è dedicato anche il nuovo sito www.preghieracontrotratta.org, dove è possibile trovare tutti gli eventi che si svolgeranno nella settimana dal 2 all’8 febbraio 2017,  e le storie di questi piccoli.

Come quella di Lalani una ragazza di 16 anni, che frequentava il liceo a Melbourne, portata dai genitori con l’inganno di una vacanza nel loro paese di origine, dove invece l’attendeva un matrimonio forzato. Quando la ragazza si è ribellata, i suoi genitori sono tornati in Australia, portandosi via il suo passaporto e lasciandola sola in preda alla disperazione per il suo destino deciso da altri. Tramite Facebook, i compagni di scuola di Lalani in Australia, sono riusciti a raggiungerla e attraverso il sito My Blue Sky a denunciare ciò che stava accadendo e a salvare la loro amica. La ragazza è riuscita ad ottenere nuovi documenti di viaggio e un biglietto aereo per ritornare in Australia, dove è stata accolta da una ONG. Attraverso un processo di mediazione ha ristabilito contatti con la sua famiglia d’origine, è riuscita a continuare gli studi per raggiungere il suo sogno: laurearsi.

Molto spesso i bambini vengono coinvolti in traffici sessuali, come nel caso di tre cuginette di 9 e 8 anni provenienti da una famiglia povera in Cebu City, Filippine, trafficate per il cybersex. “Un ragazzo avvicinò le nostre mamme e chiese se volevamo guadagnaci da vivere – raccontano le piccole -. Chiese di portarci in un luogo dove incontrare persone straniere in internet. Secondo lui, avrebbe solo mostrato i nostri volti al computer e in cambio avrebbe dato 100 pesos. Le nostre mamme accettarono pensando ai soldi che avrebbero ricevuto. Il ragazzo ci convinse ad andare con lui per aiutare le nostre famiglie. Siccome eravamo molto poveri abbiamo creduto alle sue promesse”. E invece molto presto le piccole si sono trovate coinvolte in una realtà terrificante, minacciate di non raccontare a casa ciò che erano costrette a subire, da cui sono riuscite a scappare solo grazie all’intervento della polizia locale. Le bambine hanno seguito dei programmi di recupero, ma i danni psicologici subiti le hanno segnate per sempre.

La prima giornata, voluta fortemente da papa Francesco, è stata celebrata in oltre 154 paesi nel mondo. A Roma si sono svolte una veglia di preghiera, una celebrazione eucaristica e la partecipazione con striscioni alla preghiera dell’Angelus in Piazza San Pietro, durante la quale il Papa ha ricordato l’evento con queste parole: “Incoraggio quanti sono impegnati ad aiutare uomini, donne e bambini schiavizzati, sfruttati, abusati come strumenti di lavoro o di piacere e spesso torturati e mutilati. Auspico che quanti hanno responsabilità di governo si adoperino con decisione a rimuovere le cause di questa vergognosa piaga, una piaga indegna di una società civile. Ognuno di noi si senta impegnato ad essere voce di questi nostri fratelli e sorelle, umiliati nella loro dignità. Preghiamo tutti insieme”.

 

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