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Tra Pulcinella e Gesù Bambino…

Nel suo disco “Miserere ‘e me”, Gianni Aversano porta alta la bandiera della tradizione canora napoletana a sfondo religioso, in particolare natalizio

La tradizione dei canti religiosi in dialetto napoletano è plurisecolare ed è ancora oggi profondamente sentita a livello popolare. È proprio a Napoli, infatti, che è vissuto Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, vescovo e dottore della Chiesa, il santo che ha amato la musica probabilmente più di ogni altro, per certi versi il primo cantautore della storia, essendo stato sia compositore che autore di liriche, a partire dalle celeberrime Tu scendi dalle stelle e Quando nascette Ninno.

È a questo filone che si ispira Gianni Aversano, la cui sensibilità artistico-musicale va oltre Napoli per abbracciare le tradizioni dell’intero Mediterraneo.

Nel suo ultimo disco Miserere ‘e me. Canzoni religiose napoletane, Gianni Aversano, accompagnato dalla sua band Napolincanto, ripropone alcuni standard, con numerose variazioni sul tema.

Ispirato dalla spiritualità di don Luigi Giussani e di Comunione e Liberazione, Aversano crede fermamente alla dinamica di “un Dio che si fa incontro all’uomo” e ad un Mistero che prende vita “in mezzo alla strada” e “si sporca i piedi e le mani, e parla la lingua del popolo, di qualsiasi popolo che lo riconosca”, come egli stesso scrive nell’introduzione al disco.

Nelle sue performance è percepibile l’humus dei bassifondi partenopei, colmo di pathos e di vivacità, con mamme che, da un vicolo all’altro, si rivolgono ad altissima voce ai loro bambini. È quest’immagine popolare che Aversano vede riflessa in Maria, la Madre per eccellenza, della quale in un paio di canzoni – Maria (sopra la carpinese) e O voi ch’in tante mie pene amare – ripropone il pianto struggente per il Figlio messo in croce.

La figura della Madre di Dio è fortemente presente e fonte di ispirazione nella musica di Gianni Aversano, tuttavia l’approccio al sacro è incarnato, profondamente umano ed espressivo, legato ai segni, alle immagini e ai sentimenti, come avviene, in altro ambito, nella tradizione presepiale partenopea.

Nella sua versatilità, Aversano arriva a rappresentare un San Giuseppe ‘alla siciliana” (La spada di San Giuseppe), gelosissimo e ferito nell’onore nell’apprendere che Maria attende un figlio che non è suo.

Quando però il falegname medita di uccidere la sua sposa, arriva un angelo a fermarlo e a scongiurarlo di non dannarsi e di non mettersi contro il Creatore che “fece cielo, terra e mare”. Pentito, Giuseppe osserva Maria e la scopre ancora più bella…

In particolare nelle sue performance dal vivo, Aversano non rinuncia al tipico disarmante umorismo partenopeo che raggiunge il suo apice con Pulecenella ‘o quarto magio, in cui la celebre maschera, messasi al seguito di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, dopo una serie di buffe peripezie, si inchina commosso davanti al piccolo Redentore, nato nella miseria, e gli lascia in omaggio il suo asino.

Musicalmente, Gianni Aversano e i Napolincanto spaziano dalla pizzica alla tamurriata, traducendo in vernacolo partenopeo, dal corso, dal siciliano e persino dall’ultimo canto del Paradiso dantesco (Vergine mamma bella).

Lo stupore e la meraviglia sono i segni distintivi dell’intero disco e sono percepibili in modo particolare nella traccia d’apertura (Che miracolo stammatina e Cu ‘tte).

In occasione delle festività natalizie Aversano e la sua band hanno intrapreso un breve tour che ieri ha fatto tappa presso l’aula magna della Pontificia Università Urbaniana, per un concerto a sostegno della missione dell’AVSI per fronteggiare l’emergenza Ebola in Sierra Leone. Nuove esibizioni sono previste ad Acerra (NA) il 22 e 29 dicembre.

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Per info: www.gianniaversano.it

About Luca Marcolivio

Roma, Italia Laurea in Scienze Politiche. Diploma di Specializzazione in Giornalismo. La Provincia Pavese. Radiocor - Il Sole 24 Ore. Il Giornale di Ostia. Ostia Oggi. Ostia Città (direttore). Eur Oggi. Messa e Meditazione. Sacerdos. Destra Italiana. Corrispondenza Romana. Radici Cristiane. Agenzia Sanitaria Italiana. L'Ottimista (direttore). Santini da Collezione (Hachette). I Santini della Madonna di Lourdes (McKay). Contro Garibaldi. Quello che a scuola non vi hanno raccontato (Vallecchi).

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