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Mons. Silvano Maria Tomasi

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Tomasi: “In Siria non prevalgano interessi dei grandi poteri”

Per l’ex Osservatore Permanente all’ONU, la nuova tregua è “fragile” ma rappresenta un progresso importante

Una tregua “fragile” ma, al tempo stesso, “veramente opportuna” per porre le basi per una “pace stabile in Medio Oriente”. Lo ha dichiarato ai microfoni della Radio Vaticana, monsignor Silvano Maria Tomasi, membro del Pontificio Consiglio “Giustizia e Pace” e Osservatore Permanente emerito della Santa Sede presso l’ONU di Ginevra.

Secondo monsignor Tomasi, il cessate-il-fuoco entrato in vigore in Siria alla mezzanotte di ieri, dovrà essere la premessa per un atto di “responsabilità da parte della comunità internazionale, perché la guerra in Siria è stata una guerra giocata dai grandi poteri e da altri gruppi regionali sul territorio”.

È fondamentale, ha aggiunto il presule, “che gli interessi dei grandi poteri e dei grandi movimenti religiosi non diventino forza di morte per la povera gente e per le popolazioni locali”.

In conclusione, Tomasi ha ricordato che, nonostante abbia avuto un ruolo di primo piano in alcuni recenti processi di pace (Cuba-Usa, Colombia), “la Santa Sede non è un potere economico o militare”, né le Guardie Svizzere possono “fermare le bombe moderne, specialmente le bombe atomiche”.

Prendendo atto dei “passi positivi” già compiuti durante questo anno, l’ex Osservatore Permanente all’ONU ha auspicato che il tema della Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace, che si celebra domani, ovvero la “nonviolenza” come “strategia politica”, diventi “parte della coscienza della famiglia umana che la soluzione dei problemi non può essere nell’uso delle armi, ma nel dialogo, nella creazione di incontri fraterni, nel creare ponti e non muri”.

 

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