Dona Adesso

Foto: Twitter

Terremoto: distrutta la cattedrale di San Benedetto a Norcia

Nessun morto ma ingenti danni dopo le nuove scosse sismiche nel Centro Italia, valutate come più potenti di quelle del 1980 in Irpinia

Una nuova forte scossa sismica ha svegliato l’Italia centrale stamattina alle 7.40. Con una magnitudo di 6,5 della scala Richter (c’è però chi parla di 7,1) il terremoto ha avuto l’epicentro Norcia ed un ipocentro a 10 km di profondità. Ingenti danni nelle province di Perugia e Macerata, comprese le già duramente colpite Castelsantangelo sul Nera, Visso e Preci.

Una serie di scosse successive di minore intensità ma tutte di magnitudo superiore ai 4 gradi, si sono verificate nel corso della mattinata e, poi, fino alle 14.34.

Nessuna vittima al momento e circa una ventina di feriti di cui alcuni in codice giallo, tuttavia, secondo la Protezione Civile, l’intensità del sisma è stata superiore a quella del terremoto in Irpinia del 23 novembre 1980, dove i morti furono 2900. Al punto che le scosse sono state percepite fino in Trentino, a Nord, e fino in Puglia, a Sud.

Circa 15mila utenze sono rimaste senza luce e con acqua potabile a intermittenza. Notevoli anche i problemi di viabilità, al punto che il responsabile nazionale della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha raccomandato agli abitanti di non muoversi dalle zone colpite.

A Ussita, già duramente colpita dalle scosse di mercoledì scorso, sono crollati ulteriori edifici, costringendo il sindaco Marco Rinaldi a proclamare la “zona rossa” nell’intero territorio comunale, sollecitando i 400 abitanti a lasciare tutti la località.

Le immagini che hanno fatto il giro del paese, dopo l’ennesima catastrofe sismica, sono quelle della cattedrale di San Benedetto a Norcia, risalente al XIII secolo, di cui è rimasta in piedi solo la facciata, e, soprattutto, quella dei fedeli che, lì davanti, si sono inginocchiati a pregare. È stato così colpito al cuore l’edificio simbolo dell’Europa cristiana, dedicato al patrono d’Europa. Sempre a Norcia è crollata anche la chiesa di Santa Rita.

Illesi tutti i monaci della comunità benedettina, i cui sacerdoti sono usciti in paese a soccorrere, mentre i monaci semplici sono rimasti nel monastero fuori dal paese a pregare.

“Noi monaci stiamo tutti bene, ma i nostri cuori vanno subito a chi è stato colpito, e i frati del monastero cercano di capire se qualcuno ha bisogno dell’estrema unzione. Ci affidiamo come sempre alle vostre preghiere e al vostro supporto”, ha scritto padre Benedetto, priore del monastero crollato.

Hanno subito danni anche la chiesa di San Giuseppe a Jesi e il campanile di San Francesco ad Ascoli Piceno, mentre a Cascia è stato evacuato l’ospedale.

Molta paura ma, al momento, non si registrano danni ad Assisi, dove, lo scosse si sono registrate proprio al momento dell’uscita dei fedeli dalla basilica di Santa Maria degli Angeli, dopo la prima messa del mattino.

La messa successiva delle ore 8, come riferisce una nota dei Frati Minori di Assisi, sarebbe dovuta essere presieduta dal cardinale arcivescovo di Perugia, Gualtieri Bassetti, con la partecipazione di circa 1100 fedeli del M.A.S.C.I., in questi giorni ad Assisi per celebrare l’Assemblea Nazionale. Il cardinale ha però preferito recarsi a Perugia per accertarsi delle eventuali conseguenze ivi riportate, mentre la celebrazione del M.A.S.C.I. a Santa Maria degli Angeli si è potuta tenere all’aperto, nel giardino che è sul retro della Domus.

In Basilica, infatti, si attendono i controlli delle autorità competenti per dare via libera alle celebrazioni in totale sicurezza. Il personale tecnico del Comune di Assisi e le autorità di polizia, che hanno già fatto i primi sopralluoghi, e la Comunità dei Frati della Porziuncola, approfittando anche delle benevoli condizioni climatiche e della disponibilità del giardino sul retro della Domus Pacis, preferiscono in via precauzionale utilizzare quegli spazi in attesa dei controlli di rito e anche per una maggior tranquillità dei fedeli che potranno partecipare alla celebrazione eucaristica domenicale.

[Servizio a cura di Luca Marcolivio]

About Redazione

Share this Entry

Sostieni ZENIT

Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare ZENIT a crescere con una donazione