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Muro di Cremisan

Patriarcato latino di Geruslemme official website

Terra Santa. Respinti da Alta Corte ricorsi per Muro di Cremisan

Inascoltate le richieste della comunità cattolica. Per la costruzione del Muro sradicati 50 ulivi secolari

Sono stati respinti dall’Alta Corte israeliana gli ultimi ricorsi per contrastare la ripresa della costruzione del “Muro di divisione” nella Valle di Cremisan. I ricorsi erano stati presentati dalle suore del Convento salesiano situato nell’area interessata dai lavori, dalla municipalità di Beit Jala e dai proprietari palestinesi dei terreni agricoli espropriati per costruire la barriera.

Lo riferisce un comunicato diffuso dalla Society of St.Yves, organismo impegnato nella difesa dei diritti umani e collegato con il Patriarcato latino di Gerusalemme, che ha assistito le suore salesiane nella presentazione del ricorso.

La Corte stessa – si legge nel comunicato– aveva ammesso la possibilità di presentare ricorsi rispetto al suo precedente pronunciamento, nel quale si era espressa favorevolmente rispetto alla continuazione della costruzione della barriera di divisione.  Sia le suore che i proprietari dei terreni avrebbero potuto fare appello per tutelare i propri diritti di accesso alle rispettive proprietà.

La petizione presentata dalla Società “Saint Yves” nel luglio 2015 chiedeva al Tribunale di ordinare al Ministero della Difesa israeliano di rivelare l’intera mappa del percorso del muro di annessione prima di iniziare la sua costruzione, al fine di evitare una situazione ingiusta che metterebbe i residenti di Cremisan di fronte a fatto compiuto. Nella stessa petizione, la Società ha chiesto alla Corte di emettere un’ordinanza che vieti al ​​Ministro della Difesa di costruire il muro di annessione, senza aver preventivamente presentato l’intero percorso pianificato, e che consenta a tutte le parti interessate di opporsi, in particolare i proprietari di quelle terre che saranno danneggiate dalla costruzione del muro di annessione.

La richiesta della Società “Saint Yves” arriva dopo una petizione da parte del comune di Beit Jala e dei proprietari in cui si chiedeva alla Corte di annullare il percorso del Muro di Annessione come è stato presentato dal Ministero della difesa israeliano e di ordinare all’Esercito di presentare un percorso alternativo.

Dal mese di agosto 2015, l’esercito israeliano ha già iniziato la costruzione del muro di annessione della regione, in particolare su un terreno appartenente a privati nella zona di ​​Beir Onah – Beit Jala, sradicando oltre 50 alberi di ulivo centenari e demolendo con i bulldozer i terreni agricoli per erigere sezioni di parete. Adesso, la Society of St. Yves avverte che anche in sede legale i ricorsi per fermare questa politica dei fatti compiuti sono stati respinti.

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