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Dome of the Rock Mosque in Jerusalem

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Terra Santa: non si placano tensioni e violenze

In Cisgiordania nuovo caso di accoltellamento di un israeliano. Abbas interviene a Ginevra al Consiglio Onu per i diritti umani e chiede protezione internazionale per Gerusalemme

Il vortice di violenza che ha investito la Terra Santa sembra non aver tregua. Ieri di nuovo tensioni in Cisgiordania, precisamente a Gush Etzion, dove si è verificato un nuovo caso di accoltellamento di un israeliano – probabilmente un soldato – seguito dall’uccisione degli aggressori palestinesi. A Hebron, invece, una cinquantina di persone sono state ferite durante scontri tra forze di sicurezza israeliane e manifestanti palestinesi.  

È intanto deceduto Richard Lakin, l’anziano israeliano gravemente ferito due settimane fa a Gerusalemme nell’attacco sferrato da due palestinesi contro i passeggeri di un autobus. Nell’attacco furono uccisi altri due israeliani, prima che le forze di sicurezza uccidessero a loro volta gli aggressori. Lakin – ricorda L’Osservatore Romano – aveva la doppia nazionalità israeliana e statunitense, era originario appunto degli Stati Uniti, dove era stato in gioventù un esponente del movimento per i diritti civili e aveva marciato con Martin Luther King.  Lo ha riferito il figlio Micha Avni, ricordando che il padre alcuni decenni fa aveva fondato a Gerusalemme una scuola in cui vengono impartite lezioni di inglese a piccoli gruppi di scolari ebrei, cristiani e musulmani. “Sulla sua pagina Facebook — ha sottolineato — ha sempre spiccato la parola coesistenza, con i simboli delle tre religioni monoteistiche»” 

Nel frattempo, l’alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell’Unione europea, Federica Mogherini, ha riferito al Parlamento europeo di Strasburgo sulla sua recente visita nell’area e dei suoi incontri con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il presidente palestinese, Mahmoud Abbas. Secondo Mogherini, “se le leadership di Israele e Palestina non si rendono conto che bisogna agire subito per allentare la tensione e migliorare le condizioni della popolazione la comunità internazionale potrà fare ben poco”. Da parte sua, Abbas, intervenendo oggi a Ginevra al Consiglio dell’Onu per i diritti umani, è tornato a chiedere protezione internazionale per Gerusalemme.

 

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