Dona Adesso

Wikimedia Commons

Terra Santa. Al via i lavori di restauro dell’edicola del Santo Sepolcro

I lavori non interromperanno il flusso di pellegrini. Il progetto avrà un costo di circa 3,3 milioni di dollari e sarà sostenuto dalle Chiese cattolica, greco-ortodossa e armena apostolica

Sono iniziati i lavori per il restauro dell’edicola del Santo Sepolcro, eretta in quello che la tradizione riconosce come il luogo della sepoltura e della resurrezione di Gesù. Gli esperti coinvolti nei lavori hanno iniziato ad operare ieri. L’architetto greco Antonia Moropoulou, docente alla National Technical University di Atene, coordinatore scientifico del progetto, ha detto in alcune dicharazioni rilasciate ai media che la struttura dell’edicola è stabile, ma ha bisogno di urgenti interventi di riqualificazione, dopo anni di esposizione a fattori ambientali come l’acqua, l’umidità e il fumo delle candele. Inoltre deve essere trovato un sistema non invasivo per mettere in sicurezza l’edicola dai rischi di eventuali scosse sismiche.

I lavori – riporta l’agenzia Fides – verranno svolti la mattina presto o la sera tardi, quando si sospende il flusso continuo di pellegrini e visitatori. Il progetto avrà un costo di circa 3,3 milioni di dollari e sarà sostenuto dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa greco-ortodossa e dalla Chiesa armena apostolica. Nel mese di aprile, il re di Giordania Abdallah II ha fatto pervenire sottoforma di “beneficienza reale” (Makruma) una consistente donazione personale a favore del progetto.

“Sua Maestà re Abdallah incarna nei fatti, e non solo a parole, la convivenza tra musulmani e cristiani in tutto il mondo e in particolare in Terra Santa” aveva dichiarato in quell’occasione Teophilos III, Patriarca greco ortodosso di Gerusalemme, esaltando il ruolo svolto dalla Giordania nella tutela della presenza dei cristiani in Terra Santa e riconoscendo al sovrano hashemita il titolo di “guardiano e custode dei luoghi santi cristiani e musulmani a Gerusalemme”.

About Redazione

Share this Entry

Sostieni ZENIT

Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare ZENIT a crescere con una donazione