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Terra e cibo per tutti: un obiettivo ancora da conquistare

Se ne è discusso alla presentazione del libro curato dal Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, in cui sono proposte soluzioni per una più equa distribuzione delle risorse alimentari nel mondo

L’emergenza alimentare, ed in particolare agricola, è il tema trattato dal libro Terra e cibo, curato dal Pontificio Consiglio per la Giustizia e per la Pace e presentato ieri presso la Radio Vaticana.

Il professor Mario Lubetkin, direttore della comunicazione alla FAO, ha spiegato come – dopo vari summit, tra cui Roma 1996 e Rio 2012 – il 2015 “segna anche la fine del ciclo degli Obiettivi del Millennio e l’inizio di una nuova epoca, quella degli Obiettivi dello sviluppo sostenibile”.

Nonostante gli evidenti progressi contro la fame nel mondo, in particolare in America Latina e in Asia, c’è ancora molto da fare e, nonostante il cibo sulla terra sia “sufficiente per sfamare tutti”, ci sono ancora 800 milioni di persone che “non hanno accesso al mercato”, ha sottolineato Lubetkin.

Da parte sua monsignor Mario Toso, già segretario del Pontificio Consiglio per la Giustizia e per la Pace, oggi vescovo di Faenza-Modigliana, ha sottolineato che, sebbene il diritto al cibo sia “sancito dalle Carte internazionali, non è “questione prioritaria” per i governi.

“La carenza di adeguate politiche economiche, fiscali e creditizie – ha dichiarato il presule – con la conseguente insufficienza di infrastrutture di stoccaggio, trasporto e comunicazione sono anche all’origine dell’indebolimento agricolo di numerosi Paesi”.

Per garantire l’accesso universale al cibo, bisogna quindi vincere le “concentrazioni oligopolistiche, le nuove forme di latifondo e di colonialismo, le nuove ideologie che assolutizzano tecnica, consumo, mercato, profitto a breve termine, investimenti privati, natura, rispetto alla vita umana”.

Il saggio curato dal Pontificio Consiglio per la Giustizia e per la Pace “si ispira alla fede cristiana, la Bibbia e la Dottrina sociale della Chiesa per fare derivare nuove guide e regole di azione”, ha spiegato poi in conclusione il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del dicastero vaticano.

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