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Sindodo dei vescovi, 2a Congregazione Generale (04/10/2018) - Foto © Vatican Media

Synod18: “Noi giovani desideriamo dialogo, autenticità, partecipazione”

2 a Congregazione Generale: Intervento di Briana Regina Santiago, delle “Apostole della Vita Interiore” (Stati Uniti d’America)

Riportiamo di seguito l’intervento che Briana Regina Santiago, delle “Apostole della Vita Interiore” (Stati Uniti d’America), Uditrice al Sinodo dei Vescovi, ha pronunciato questa mattina nel corso della 2 a Congregazione Generale:

Intervento di Sr. Briana R. Santiago

Santo Padre, e tutti qui presenti, mi chiamo Briana Santiago, ho 27 anni, e vengo da San Antonio, Texas. Ho appena cominciato il quinto anno di formazione con la comunità di consacrate “Apostole della Vita Interiore”, e il quarto anno di studi filosofici e teologici presso la Pontifica Università Lateranense qui a Roma.

Noi giovani di oggi siamo in ricerca; ricerca del senso della vita, ricerca di lavoro, ricerca della nostra strada o vocazione, ricerca della nostra identità. «I giovani sognano sicurezza, stabilità e realizzazione personale… di trovare un posto a cui possono sentire di appartenere»[1] . Feriti dalla solitudine, fragilità familiare, e ansia esistenziale, chiediamo dalla Chiesa di essere accompagnati da «testimoni viventi, in grado di evangelizzare attraverso la loro vita»[2] . Riconosciamo l’utilità dello «scambio di informazioni, ideali, valori e interessi comuni» che ci è possibile attraverso internet, ma anche come la tecnologia usata in modo disumano può creare «una ingannevole realtà parallela che ignora la dignità umana»[3].

La maggior parte di ciò che ho appena elencato è frutto della riflessione fatta durante la Riunione presinodale dello scorso marzo. Ho partecipato accogliendo i giovani di lingua inglese che si sono collegati tramite i social media, ed ero fisicamente presente fra i trecento delegati mentre si svolgeva la riflessione. Condivido con voi che ero sorpresa da quanti desideri noi giovani abbiamo in comune nonostante le molteplici provenienze e culture. C’era tanta gioia in quell’aula: la gioia di conoscere ed essere conosciuti, che si sentiva nelle risate, i canti, e le chiacchiere durante le pause. Noi giovani desideriamo dialogo, autenticità, partecipazione e lì ci siamo trovati accolti da adulti che erano disponibili e desiderosi di conoscere ciò che portiamo nel cuore.

È stata un’esperienza di fraternità fra persone molto diverse, alcune anche appartenenti ad altre religioni o non credenti, che hanno vissuto sette giorni di comunione e condivisione reciproca. Riconosciamo che ci sono tante esigenze nel mondo, tanti temi su cui bisogna riflettere e dialogare, e allora siamo ancora più grati che in questo momento storico la Chiesa stia ponendo l’attenzione su di noi e tutto ciò che ci riguarda. Questo è un onore e per noi anche una grande responsabilità, di essere trasparenti e consapevoli delle nostre fragilità per poter aiutare non solo noi stessi, ma anche le generazioni che verranno dopo di noi.

A livello più personale, condivido con voi che il Signore mi ha condotta a Roma per discernere seriamente la vita consacrata, non solo perché la mia famiglia è Cattolica praticante, ma anche grazie ad ogni persona che si è fatta Provvidenza nel mio cammino. Il mio parroco a San Antonio si è fatto uno di noi, e nella sua vicinanza ho visto una Chiesa accogliente che aveva a cuore anche il membro più piccolo, e mi sono sciolta davanti a quell’amore. I miei catechisti non parlavano solo di regole, ma anche della loro relazione personale con Cristo, che ha cambiato la mia immagine di Dio da giudice a Padre. All’università poi ho incontrato una consacrata che ha preso sul serio tutto quello che vivevo e mi ha accompagnato, aiutandomi a pregare e a sviluppare la mia vita interiore. Come è stato per me, credo che tutti noi giovani abbiamo bisogno di essere prima ascoltati, e poi guidati ad entrare più profondamente in noi stessi. «In breve, [vogliamo] essere incontrati lì dove siamo — intellettualmente, emotivamente, spiritualmente, socialmente e fisicamente»[4] . Mi unisco a tutti voi nella speranza che lo Spirito possa scendere su ognuno di noi e illuminare ciò che ci porterà sempre più vicino alla felicità, all’incontro con Cristo nella pienezza della vita e dell’amore.
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[1] Dal documento finale della Riunione presinodale su I giovani, la fede e il discernimento, 2018. [2] Id. [3] Id. [4] Id.

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