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Sulle virtù dei GRISsini

I “requisiti” per entrare a far parte del Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religioso

Molti ci hanno chiesto dei consigli sul da farsi per entrare nel novero degli apostoli difensori e curatori delle “vittime delle Sètte e Movimenti Religiosi Alternativi”. Forniamo dunque un breve promemoria sulle virtù che esperienza suggerisce da coltivare ai GRISsini, cioè ai membri o aspiranti tali del GRIS usati nella formazione del GRIS di Roma (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa). 

1 – Retta intenzione e fede – per la gloria di Dio e la salvezza delle anime, insieme alla convinzione che sia Dio a chiedere tale opera e a benedirla con i frutti – un tempo si sarebbe detto Gloria Dei et salus animarum, ma che lo si intenda alla lettera e non come premessa retorica – la delusione è dietro l’angolo – se si agisce per se stessi si resta con pugno di mosche, delusi, amareggiati – il raccolto è del Signore come quando e dove a Lui piacerà – siamo servi inutili, e comunque tenuti a fare le cose al meglio “fare come se tutto dipendesse da noi, aspettare i risultati come se tutto dipendesse dal Signore” – quindi senso di relatività quanto alla efficacia di ciò che fai – conta chi fa crescere – tu innaffia con la preghiera dopo l’opera, anzi anche prima dell’opera – la grazia farà il resto, quel “resto” è compito Suo!

2- Scoprire il punto esatto ove collocarsi – individuando capacità, possibilità e limiti – scoprire ciò che è fattibile per te e onorare le promesse – il posto (ovvero il “mansionario”) è variabile nel tempo – quindi continuo esame di attitudini e possibilità nuove – sempre rettificando l’intenzione – spingere l’aratro senza voltarsi indietro – se si hanno altri interessi apostolici che limitano il tempo, la presenza ecc… si può essere comunque GRISsini (anche senza iscrizione formale) ma collocati su piani diversi, senza pretese e recriminazioni – stimando ciò che i fratelli più impegnati fanno e non pretendendo che l’andamento si riduca al proprio livello – il Signore esige che ognuno deve fruttificare in base ai talenti ricevuti, quindi chi ha di più deve puntare in alto.*

3- Tenere vitale il proprio “elemento”** al massimo – le cose alla stracca non soddisfano, non ti fanno progredire – l’appetito viene mangiando, come per i campioni – forza! è un “combattimento spirituale” – allora il tempo passerà per incanto, come quando si è innamorati – come quando un musicista è con la sua band – si sta bene – il tuo lavoro diventa la tua vacanza – e, aiutando la fede di chi è dirottato, ne ricavi anche, di rimando, che è vero che la tua fede è “molto più preziosa dell’oro” e dà, nella fatica che richiede, “una dolcezza al core che intender non la può chi non la prova”.

4- Collaborazione ed unità con i fratelli – il progetto è comunque buono – rinunciare a qualche tua veduta anche se è giusta – se ne ricava comunque il bene della comunione interna che è più importante della eventuale “battaglia” perduta per scelte operative sbagliate – la guerra si vince con l’unità, lo spirito di corpo, la perseveranza – essere disposti a spostarsi – fare squadra, cameratismo.

5- Impegno per una crescita superiore di talenti sia quelli già posseduti sia da acquistare – non contentarsi del livello raggiunto – si cambia di ruolo – l’associazione deve poter contare su chi è capace prima di accettare le richieste di servizio – abbasso lo “armiamoci e partite!”

6- Affidarsi alla Provvidenza – stante il perdurante clima di irenismo, di dialogo ed ecumenismo mal intesi da molti, è un miracolo se il Vescovo approva l’associazione e più ancora se le assegna un rimborso spese.

7- Se si creano dissapori o screzi il GRISsino si comporterà da fratello che recupera l’unione incrinata: perdono, dialogo, chiedere scusa ecc… con l’occhio alla missione comune che conta più di noi.

8- Trattandosi di un’opera di apologetica, oltre all’affidamento al Signore – che comporta preghiera, fiducia, pazienza ecc… – si dovrà curare in continuazione lo studio. La CEI ci ricorda che non si possono aiutare i dirottati dalla vera fede se non si conoscono bene le fedi alternative a cui hanno aderito – Lo stesso raccomandava Moscati ai suoi alunni aspiranti medici: studio continuo, aggiornamento, apertura alle novità, non fissarsi sul già raggiunto, c’è sempre da imparare – per cui il GRISsino che passasse un periodo di calma (per es. durante le vacanze estive?), non ricevendo richieste, dovrà approfittarne per coltivare la propria crescita – la biblioteca del GRIS è quasi immensa…, i Movimenti Religiosi Alternativi sono circa 850 nel 2015.

8- Ciascuno rifletta e aumenti per conto proprio, personalizzandoli, questa breve lista di promemoria utili…

***

* E’ una pretesa quella di chiedere che si faccia la tal cosa o tal’altra con la prospettiva di non poter o voler collaborarvi affatto. E così pure il chiedere determinati sussidi (fotocopie, opuscoli, libri, audio-video ecc…) quando poi non li si legge e non si utilizza il materiale ricevuto, né quello richiesto né quello formativo collaterale.

** Per “elemento” intendiamo lo specifico apostolato del GRIS una volta che lo si è scelto come proprio. Il riferimento è al libro di KEN ROBINSON, The element, Mondadori; un vero concentrato di… vitamine che suggeriamo di leggere per motivarsi e recuperare motivazione! La sua tesi, analogata a un cammino di progresso nella virtù (nel nostro caso alle virtù del GRISsino); progresso che dovrebbe essere ininterrotto, la troviamo anticipata nientemeno che in un libretto scritto secoli or sono, in questa squisita forma:

“… il cammino spirituale è differente dal cammino che fa il viandante per terra, imperciocché in questo, col fermarsi non si perde niente del già fatto viaggio, come si perde in quello.

Ed oltre a ciò la stanchezza del pellegrino del mondo si aumenta colla continuazione del moto corporale; dove che nella via dello spirito quanto più cammina avanti, tanto più si acquista maggior forza e vigore.

Perché coll’esercizio virtuoso la parte inferiore, che colla sua resistenza rendeva aspro e faticoso il sentiero, sempre si debilita più, e la parte superiore dove sta la virtù, più si stabilisce e fortifica.

Onde col progresso nel bene si va scemando di qualche pena che vi si sente, e certa segreta giocondità, che per operazione divina si mescola coll’istessa pena, ogni ora si va facendo maggiore. A questo modo continuando d’andar sempre con più agevolezza e diletto di virtù in virtù, si arriva finalmente alla sommità del monte, dove l’anima fatta perfetta, opera poi senza fastidio, anzi con gusto e giubilo, perché avendo già vinte e domate le sregolate passioni, e soprastando a tutto il creato ed a se stessa, vive felicemente nel cuore dell’Altissimo, e quivi soavemente travagliando, prende riposo.” (P. LORENZO SCUPOLI, Combattimento Spirituale, pagg. 135-136, tipografia Molinari 1830 – ma viene tuttora ristampato!)

Per l’analogia, intendere virtù per studio; sommità del monte per il possesso della materia studiata; e per sregolate passioni l’accidia che frena l’impegno di studio. Giunti a questo livello si va a caccia sia di approfondimenti sia di impegni apostolici; l’appetito viene mangiando.

Forse la virtù più basilare del GRISsino, frutto ovviamente dell’umiltà, è quella di non ritenersi mai “arrivato” ma di mantenersi sempre aperto a un ulteriore progresso, con curiosità e desiderio di rispondere sempre meglio al suo mansionario assegnatogli nella propria specifica porzione della Vigna del Signore.

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