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Aleppo - Flickr

Strage di civili ad Aleppo: oppositori al regime colpiscono un ospedale

La tv di Stato parla di 14 vittime e decine di feriti, ma si registrano anche vittime anche in altri bombardamenti. Protesta intanto la Russia per la presenza dei ribelli al tavolo delle trattative di Ginevra

Ad Aleppo torna ad infuriare la battaglia. Una attacco da parte dei miliziani anti-regime ha colpito con dei razzi un ospedale della città siriana, provocando “decine di morti”, come afferma la tv di Stato. Secondo l’agenzia governativa Saba il bilancio del bombardamento sull’ospedale è di “14 morti e decine di feriti”. Bilancio ancora peggiore secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), che pur senza far riferimento all’ospedale parla di 19 persone uccise e 80 ferite in bombardamenti su vari quartieri di Aleppo da parte dei ribelli.

Dura condanna da parte della comunità internazionale. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha sottolineato che “gli attacchi intenzionali agli ospedali sono un crimine di guerra”. Ricordando che “anche le guerre hanno delle regole” che occorre “far rispettare”, Ban Ki-moon ha esortato il Consiglio di Sicurezza dell’Onu a “fare qualcosa in più che condannare questi attacchi”, ossia ad “usare la sua influenza per porvi fine”.

Intanto l’inviato dell’Onu in Siria, Staffan de Mistura, discutendo con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, afferma che è necessario che il cessate il fuoco in Siria “torni ad essere rispettato in toto” e che tutto il possibile “deve essere fatto” per promuovere la tregua e anzi “renderla più efficace”. Dal canto suo, Lavrov assicura che Russia e Usa stanno “concentrando gli sforzi” per rinforzare ed espandere la tregua in Siria.

 

Nel corso dei dibattiti, Lavrov ha rivolto le rimostranze della Russia a de Mistura, a causa dell’atteggiamento ritenuto non costruttivo, al tavolo delle trattative di Ginevra, da parte dei gruppi ribelli al regime di Bashar al-Assad. Il riferimento è agli jihadisti di Jabat al-Nusra (al-Qaeda) e ad Ansar al-Sham e Jaysh al-Islam (Esercito dell’Islam), entrambi ritenuti gruppi terroristici da Damasco e Mosca, ma partecipanti alle trattative di Ginevra.

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