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Storia di un campione di vita. Senza una gamba…

Nella sua autobiografia, il 22enne Arturo Mariani racconta come l’handicap possa non essere da ostacolo alla felicità e all’incontro con la bellezza

Si può nascere senza una gamba e condurre una vita felice, piena di stimoli, di impegni e di prospettive per il futuro? La risposta è senz’altro positiva, se hai alle spalle un famiglia che ti accoglie con amore e se impari a non vedere nella tua ‘diversità’ un handicap ma una condizione di vita da cui, ogni giorno, scaturiscono sfide appassionanti.

Il 22enne romano Arturo Mariani ha voluto così offrire la sua piccola grande testimonianza, in una breve ma densa biografia in cui, senza alcuna pretesa di insegnare nulla a nessuno, ha raccontato come si vive nella sua condizione.

Nato così. Diario di un giovane calciatore senza una gamba (Edizioni Croce) è la sintesi di questa vita speciale, così piena di sofferenza e di intensità. Una vita piena di luci e ombre, in cui, come si vedrà, le luci, ad un certo momento, hanno iniziato a prevalere.

Copertina Nato Così (Pagina Facebook Arturo Mariani)

Arturino, così come viene chiamato in famiglia, è già un ragazzo speciale di suo. Il calcio, richiamato dal titolo della sua opera prima e dalla relativa copertina, è solo una delle sue grandi passioni. Studente in Scienze della Comunicazione all’Università La Sapienza, ha fondato un gruppo giovanile parrocchiale, presta volontariato alla mensa Caritas di Roma ed è autore e speaker della radio web Radiogiovaniarcobaleno.

Se Arturo, nella sua giovane vita, ha potuto realizzare già così tanto, è stato anche grazie ad una famiglia straordinaria. A partire dalla mamma Gianna che, al momento della diagnosi prenatale del terzo figlio, non si spaventa e, incurante delle ‘mormorazioni’ intorno a sé (“sarà una vita di sofferenza, non so se è giusto quel che fanno”; “poverino, chissà quante ne dovrà passare), già intuisce un radioso futuro per il bimbo.

Con lo scorrere delle pagine, il giovane autore racconta i suoi primi anni di vita, il difficile percorso di integrazione scolastica, il dolore fisico e i disagi provati nell’utilizzo di un tutore, la sensibilità non sempre spiccata di compagni di scuola ed insegnanti di fronte alla sua condizione.

Non c’è mai, tuttavia, recriminazione, né lamentela nelle riflessioni e nei ricordi di Arturo che, con una maturità straordinaria per un ventenne, evidenzia alcune delle chiavi per avere una vita felice: mai prendersi troppo sul serio, perdonare le offese, accettare le sconfitte come un nuovo punto di partenza, da cui imparare qualcosa ogni volta.

Arturo ha scritto il suo libro rivolgendosi al più ampio pubblico possibile, tuttavia, dalla lettura, risulta evidente come i principali interlocutori siano i suoi coetanei, i giovani che si affacciano alle prime sfide della vita.

Soffermandosi su realtà solo apparentemente ovvie, l’autore esprime la sua filosofia di vita. “Ovviamente, a parte che mi manca una gamba, posso ritenermi abbastanza soddisfatto per il resto – scrive Arturo -. Ma quello che siamo fuori, rispecchia quello che siamo dentro. Un bel sorriso è un privilegio di pochi, e non per il sorriso in sé ma per quello che può trasmettere”.

Nato così è un libro da cui emerge molta gratitudine. C’è tutto l’affetto di Arturo per la sua famiglia: la mamma Gianna, il papà Stefano, i fratelli Alessandro e Alessia, il cognato Alessandro, i nipoti Giulia e Lorenzo, le nonne Nella – oggi in cielo – e Michelina, la zia Vanna.

Gratitudine anche per gli amici: Andrea, Costantino, Leonardo e, soprattutto Luca, autoironicamente definito da Arturo, “la mia gamba”. Significative e di una straordinaria delicatezza le pagine semplici e commoventi che l’autore dedica al suo rapporto con le ragazze e alla sua concezione dell’amore.

Infine la grande passione per il calcio, che ha portato Arturo ad imparare a giocare a pallone con le stampelle, venendo poi convocato, a 18 anni, nella Nazionale Italiana di Calcio Amputati, con la quale, due anni fa, ha partecipato ai campionati mondiali di categoria in Messico.

I racconti delle trasferte vissute durante questa esperienza sono carichi di tutta la gioia, l’entusiasmo e l’ironia che Arturo infonde in ogni momento della sua vita. Un’opera che ogni insegnante di lettere dovrebbe far leggere ai suoi alunni. Un testo da adottare senza esitazione nelle scuole, per educare i ragazzi al bello della vita.

 

About Luca Marcolivio

Roma, Italia Laurea in Scienze Politiche. Diploma di Specializzazione in Giornalismo. La Provincia Pavese. Radiocor - Il Sole 24 Ore. Il Giornale di Ostia. Ostia Oggi. Ostia Città (direttore). Eur Oggi. Messa e Meditazione. Sacerdos. Destra Italiana. Corrispondenza Romana. Radici Cristiane. Agenzia Sanitaria Italiana. L'Ottimista (direttore). Santini da Collezione (Hachette). I Santini della Madonna di Lourdes (McKay). Contro Garibaldi. Quello che a scuola non vi hanno raccontato (Vallecchi).

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