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Foto: Unitalsi Marche

Sisma: da Unitalsi Marche una storia di “ordinaria misericordia”

Bruno Grassetti e Fabio Nalli, due unitalisani di Macerata e Camerino, hanno soccorso numerosi anziani costretti a evacuare dopo le scosse

Sono Bruno Grassetti e Fabio Nalli, due unitalisani della sottosezione di Macerata e di Camerino, i protagonisti di una storia di “ordinaria misericordia”. Infatti, dopo le terribili scosse di terremoto che hanno sconvolto il Centro Italia e in particolare le Marche, molte strutture che ospitavano anziani sono state evacuate per la sicurezza degli ospiti.  E in questo contesto entrano in gioco i due veri e propri angeli dell’Unitalsi che – grazie al sostegno della Sezione Marche – hanno messo a disposizione il pullman speciale dell’Associazione che può trasportare 9 persone in brandina, 15 carrozzine e gli accompagnatori.

Così giovedì scorso il primo viaggio da Loreto alla volta di Gualdo per evacuare gli anziani della casa di riposo e per trasportarli poi in un albergo di Badia di Fiastra. La stessa necessità si è manifestata anche sabato scorso con l’urgenza di trasportare gli anziani da Mogliano a Santo Stefano di Porto Potenza. Questa volta mancava l’autista, ma grazie alla società di trasporti Contram di Camerino e alla buona volontà di Jonatan Maggi sono stai trasferiti anche “i nonni e le nonne” che erano rimasti senza un alloggio sicuro.

“Tutto è nato con il passa parola – spiega Bruno Grassetti – siamo stati coinvolti dalla Croce Rossa locale a Gualdo e dall’assessore alle politiche sociali a Mogliano. Tutti sanno che nelle Marche esiste questo mezzo speciale dell’Unitalsi che può trasportare un gran numero di malati senza ricorrere a singoli e onerosi viaggi con l’ambulanza. Non ci siamo tirati indietro e ci siamo messi subito a disposizione”.

“La nostra – ribadisce Grassetti – è stata un’attività normale da unitalsiani sul campo. Da anni ad esempio offriamo assistenza alle persone in difficoltà in occasione della marcia a piedi Macerata-Loreto, ma anche quando nasce una necessità soprattutto di sostegno ai più fragili. Il nostro pullman è diventato ormai un simbolo di accoglienza e solidarietà”.

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