Dona Adesso

Siria. Su You Tube il video delle due italiane rapite a luglio: “Siamo in pericolo”

Vestite di nero, Vanessa e Greta chiedono un intervento del Governo, “responsabile delle nostre vite”. Il padre di una delle giovani: “Siamo ottimisti”

Solo 23 secondi di video per far accrescere la preoccupazione ma anche accendere una debole fiammella di speranza per le due giovani cooperanti italiane rapite in Siria il 31 luglio scorso. Dopo mesi di incertezze sulla loro sorte, le due ragazze, Greta Ramelli (20 anni) e Vanessa Marzullo (21 anni), sono apparse in un breve video pubblicato ieri su You Tube ma registrato il 17 dicembre scorso, come scritto su un foglio tenuto in mano da una delle due.

Vestite con una tunica nera, con un velo sul capo che lascia scoperto il viso, le due giovani, attiviste dell’associazione ‘Horryaty’ dedita ad assistere i civili vittime del conflitto in Siria, si esprimono in lingua inglese e rispetto alle fotografie circolate sul web prima del rapimento, appaiono dimagrite e provate.Secondo le fonti, sono attualmente in ostaggio dei qaedisti di Al Nusra.

“Siamo Greta Ramelli e Vanessa Marzullo”, esordisce nel filmato una delle due tenendo gli occhi bassi, “supplichiamo il nostro governo e i suoi mediatori di riportarci a casa prima di Natale. Siamo in estremo pericolo e potremmo essere uccise”. “Il governo e i suoi mediatori sono responsabili delle nostre vite”, aggiunge la ragazza senza mai guardare la telecamera, mentre l’altra la fissa per pochi secondi. Il video sembra essere autentico.

A caldo è giunto il commento del padre di Vanessa, Salvatore Marzullo: “Dopo aver visto quel video, non abbiamo molte parole da dire”, ha detto l’uomo, “abbiamo visto quelle immagini, le prime immagini di Vanessa e Greta da mesi, sembra stiano abbastanza bene anche se in una condizione difficile”. In ogni caso “siamo contenti di averle viste… Speriamo di poter avere presto buone notizie, tutto può essere, per il resto possiamo solo restare ottimisti”, ha aggiunto, confermando che la Farnesina “continua a lavorare” per la liberazione delle due ragazze e che le due famiglie sono “sempre in contatto” con il Ministero degli Esteri. 

Da parte loro, fonti dell’intelligence hanno dichiarato: “Siamo in una fase delicatissima, che richiede il massimo riserbo”. Mentre Laura Boldrini, presidente della Camera, ha affermato: “Mi auguro che noi, nel riserbo necessario in questi casi, si riesca a riportarle a casa”. “Le ragazze – ha soggiunto – mandano un grido di soccorso, un sos, chiedono aiuto. Certo, non sappiamo quanto questo video sia attendibile ma la situazione di queste ragazze è angosciante”.

About Redazione

Share this Entry

Sostieni ZENIT

Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare ZENIT a crescere con una donazione