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Siria. Il nunzio Zenari: “La tregua sembra tenere. Speriamo nel dialogo”

Mons. Mario Zenari commenta il cessate in fuoco nel paese e auspica: “Se questa tregua si consolida dovrebbe portare al tavolo delle trattative”

“La ripresa dei colloqui di pace dell’Onu riprenderanno il 9 marzo”, ha fatto sapere oggi l’inviato speciale delle Nazioni Unite in Siria Staffan De Mistura. Nei cinque giorni di cessate il fuoco nel martoriato mediorientale si sono registrate alcune violazioni ad Hama, Homs e Aleppo. Intanto prosegue la guerra contro lo Stato islamico e il presidente Assad promette l’amnistia per i ribelli che deporranno le armi.

“Direi che in generale, a parte alcune violazioni, la tregua sembra tenere”, dichiara ai microfoni di Radio Vaticana il nunzio Mario Zenari, “sappiamo tutti che è una tregua molto, molto fragile e complicata. Qualcuno dice che è una tregua ‘a macchia di leopardo’, perché non sono compresi l’Is e al-Nusra”.

Tuttavia, dice il presule, “c’è da sperare, da augurarsi, da pregare che tutti i firmatari di questa tregua siano coscienti e responsabili di questa fragilità e quindi abbiano una grande responsabilità, perché questa tregua – come ha anche accennato il Papa nel suo appello all’Angelus – deve rendere possibile la distribuzione degli aiuti umanitari soprattutto a quelle 450 mila persone che vivono in zone assediate e a quei cinque milioni che vivono in zone di difficile accesso per gli aiuti umanitari. Se questa tregua si consolida dovrebbe portare al dialogo e al tavolo delle trattative”.

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