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Destroyed buildings in Homs

ACN

Siria: duplice attentato a Homs. Stato Islamico rivendica

Intanto a Ginevra si accelerano i negoziati tra governo e opposizione. Mons. Tomasi: “Si sta tentando di giocare tutte le carte possibili per arrivare al cessate-il-fuoco”

Ancora una volta il terrorismo sconvolge la Siria. A Homs, città nella zona centrale del paese, controllata dal regime di Damasco, circa 22 persone sono rimaste uccise e oltre 100 ferite dal duplice attentato di questa mattina rivendicato dall’Isis. Come ricostruito dall’agenzia di stampa Sana, un’auto imbottita di esplosivo, seguita da un attentatore kamikaze hanno colpito il quartiere di al-Zahra’ a maggioranza alawita, la stessa minoranza alla quale appartiene anche il presidente siriano Bashar al-Assad.

Il sedicente Stato islamico ha rivendicato con un comunicato su Internet il duplice attentato kamikaze, in cui spiega che uno dei suoi uomini ha guidato l’autobomba contro un posto di blocco nel quartiere di Zara e poi si è fatto saltare in aria. Il gruppo jihadista parla di almeno 30 morti, laddove la televisione di stato siriana aveva in precedenza fornito un bilancio di 22 vittime.

Intanto da Ginevra arriva un’accelerazione ai negoziati, che dovrebbero partire venerdì prossimo, 29 gennaio, e che vedranno la partecipazione di governo e opposizione. “Si sta tentando di giocare tutte le carte possibili per arrivare a un obiettivo molto specifico, che è il cessate-il-fuoco”, spiega ai microfoni di Radio Vaticana mons. Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede all’Onu.  L’obiettivo è “cercare di avere una tregua, in modo che la popolazione civile, soprattutto, possa respirare un momento e si possa estendere a tutto il territorio della Siria l’aiuto umanitario di cui le persone hanno bisogno. Quindi c’è un po’ di fiducia”.

Oggi, riferisce l’arcivescovo, “partono gli inviti ai gruppi che devono partecipare in questa prima fase di dialogo che riguarda i gruppi interni alla Siria, il governo e l’opposizione, e quindi si spera che il prossimo 29 gennaio, qui a Ginevra comincino a dialogare, anche se non si tratta di un incontro diretto tra le due parti, ma attraverso l’Inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite”.

In tal modo, conclude, “i due gruppi possano comunicare e mentre questi fa la spola tra i due, in modo da far avanzare l’agenda dei negoziati e cercare davvero di arrivare ad accordi anche minimi, che portino un momento di pausa nella violenza che ormai da anni domina la Siria e il Medio Oriente”.

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