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Synod of bishops on the family

PHOTO.VA - OSSERVATORE ROMANO

Sinodo 2015: pubblicato Instrumentum laboris. Sfide e missione della famiglia oggi

Presentato il documento che orienterà le discussioni dei vescovi ad ottobre. Al centro, i temi di: accoglienza ai gay, comunione divorziati-risposati, matrimoni misti, aborto, adozione, processi di nullità matrimoniale  

Tre parti, 80 pagine, 146 punti, composti dalle indicazioni contenute nella precedente Relatio Synodi, integrata con indicazioni e suggerimenti di tutto il Popolo di Dio e le recenti catechesi del Papa sulla famiglia. Si presenta così l’Instrumentum laboris del prossimo Sinodo ordinario del 4-25 ottobre, il quattordicesimo, sul tema La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo. Pubblicato oggi dalla Sala Stampa vaticana, il testo redatto dalla Segreteria generale del Sinodo e firmato dal cardinale Lorenzo Baldisseri, è l’anello di congiunzione tra le due assemblee, mostrandone la continuità e il processo di approfondimento e maturazione richiesto dal Santo Padre. 

A partire dalla Relatio Synodi della scorsa assise, nel documento si condensano quindi le risposte ai Lineamenta inviati a dicembre a Dicasteri e Conferenze Episcopali, come pure le Osservazioni da parte di fedeli (singoli, famiglie, gruppi). Importanti Contributi provengono pure da organizzazioni, aggregazioni laicali, università, centri di ricerca e istituzioni accademiche, che, attraverso pubblicazioni, convegni e simposi, hanno fatto emergere aspetti nuovi utili alle discussioni dei vescovi.

Divorziati-risposati: “Queste persone non sono fuori dalla Chiesa”

Più nel dettaglio, sono tre le macro-aree sotto cui i presuli raggruppano gli spunti per le loro riflessioni: l’ascolto delle sfide sulla famiglia; il discernimento della vocazione familiare; la missione della famiglia oggi. In quest’ultimo capitolo, in particolare, ampio spazio è dedicato alla spinosa, quanto ridondante, questione dei divorziati risposati, divenuto (su input mediatico) tema cardine dello scorso Sinodo. Quindi il loro accesso ai Sacramenti, l’accoglienza nella comunità ecclesiale, l’accompagnamento pastorale e la cura dei figli.

Ribadendo il sollecito alla cura delle situazioni familiari “ferite” (separati, divorziati risposati e non, famiglie monoparentali), l’Instrumentum laboris parla di una “arte dell’accompagnamento”, che si traduce in un ascolto silenzioso o in un atteggiamento “sapiente e differenziato” (115). Su questa scia, si domanda “che l’attenzione e l’accompagnamento nei confronti dei divorziati risposati civilmente si orientino verso una sempre maggiore loro integrazione nella vita della comunità cristiana, tenendo conto delle situazioni di partenza” (121).

Fermi restando i suggerimenti della Familiaris Consortio, si sottolinea che vanno “ripensate le forme di esclusione attualmente praticate” nel campo liturgico pastorale, in quello educativo e quello caritativo. Questi fedeli “non sono fuori dalla Chiesa”, afferma l’Instrumentum, pertanto il Sinodo si propone di “riflettere sulla opportunità di far cadere queste esclusioni”. In vista di una loro maggiore inclusione, è chiesta anche “un’attenzione specifica ai loro figli, dato l’insostituibile ruolo educativo dei genitori”.

Cammini di riconciliazione “per gradi”

Ritorna poi la proposta di un principio di “gradualità” che regoli il cammino di integrazione. Quindi “l’ipotesi di un itinerario di riconciliazione e o via penitenziale, sotto l’autorità del vescovo, per i fedeli divorziati risposati civilmente, che si trovano in situazione di convivenza irreversibile” (123). Alcuni – si legge – propongono “un processo di chiarificazione e di nuovo orientamento, dopo il fallimento vissuto, accompagnato da un presbitero a ciò deputato”. Ciò che si chiede, in ogni caso, è “un opportuno discernimento” da parte dei pastori, circa “l’irreversibilità della situazione e la vita di fede della coppia in nuova unione”, accompagnato “da una sensibilizzazione della comunità cristiana in ordine all’accoglienza” di tali persone.

Persone omosessuali: rispetto e accoglienza sensibile

La stessa accoglienza viene richiesta per le persone omosessuali. Al punto 131, si legge: “Si ribadisce che ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con sensibilità e delicatezza, sia nella Chiesa che nella società. Auspicabile, quindi, “che i progetti pastorali diocesani riservassero una specifica attenzione all’accompagnamento delle famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale e di queste stesse persone”.

Adozioni e affido. Educazione di figli basati su differenza sessuale 

Nessun cenno alle adozioni da parte di coppie dello stesso sesso, che venivano quasi ‘date per scontato’ nella Relatio post Disceptationem, la relazione di mezzo del Sinodo 2014. Di adozioni e affido, ci si sofferma invece nel paragrafo 138, dove ci si interroga su come riuscire a “dare una famiglia a tanti bambini abbandonati”. Al riguardo è evidenziata la necessità di affermare che “l’educazione di un figlio deve basarsi sulla differenza sessuale, così come la procreazione”. Quindi, “anch’essa ha il suo fondamento nell’amore coniugale tra un uomo e una donna, che costituisce la base indispensabile per la formazione integrale del bambino”. “A fronte di quelle situazioni in cui il figlio è voluto talvolta ‘per se stessi’ e in qualsiasi modo – come fosse un prolungamento dei propri desideri –, l’adozione e l’affido rettamente intesi mostrano un aspetto importante della genitorialità e della figliolanza, in quanto aiutano a riconoscere che i figli, sia naturali sia adottivi o affidati, sono ‘altro da sé’ ed occorre accoglierli, amarli, prendersene cura e non solo ‘metterli al mondo’” (138).

Prima scuola educativa è la famiglia. I genitori siano vigili sui programmi scolastici
Nel documento viene ricordato, infatti, che la famiglia “la prima scuola” educativa, e i genitori quindi i “primi educatori e testimoni della fede” per i loro figli. La Chiesa perciò – si sottolinea nel punto 144 – “incoraggi e sostenga le famiglie nella loro opera di partecipazione vigile e responsabile nei confronti dei programmi scolastici ed educativi che interessano i loro figli”. Un pensiero va anche ai nonni, “apostoli insostituibili delle famiglie”, che spesso “in maniera discreta e gratuita, garantiscono un prezioso sostegno economico alle giovani coppie e si prendono cura dei nipoti, anche trasmettendo loro la fede”.

Matrimoni misti o con disparità di culto

Il tema dell’educazione religiosa della prole è invece affrontato in relazione ai matrimoni misti o con disparità di culto (127), che “presentano aspetti di criticità molteplici e di non facile soluzione, non tanto a livello normativo quanto pastorale”. Alcuni – si legge – “suggeriscono che i matrimoni misti siano considerati tra i casi di ‘grave necessità’ nei quali è possibile a battezzati fuori della piena comunione con la Chiesa cattolica, che condividono però con essa la fede circa l’Eucaristia, essere ammessi alla ricezione di tale sacramento in mancanza dei propri pastori”. 

Aborto: sacralità vita umana; obbligo morale dell’obiezione di coscienza

Un cenno anche al “dramma” dell’aborto (141), per cui la Chiesa ribadisce “il carattere sacro e inviolabile della vita umana e si impegna concretamente a favore di essa”. “Grazie alle sue istituzioni, offre consulenza alle gestanti”, essa “sostiene le ragazze-madri, assiste i bambini abbandonati” e si rende “vicina a coloro che hanno sofferto l’aborto”. Mentre a coloro che operano nelle strutture sanitarie rammenta “l’obbligo morale dell’obiezione di coscienza”.

Processi nullità matrimoniale: più agibili e “gratuiti”

Vasto consenso è espresso, poi, sull’opportunità di rendere più “accessibili ed agibili”, e “possibilmente gratuite”, le procedure per il riconoscimento di casi di nullità matrimoniale (115). Quanto alla gratuità, alcuni suggeriscono di istituire nelle Diocesi un servizio stabile di consulenza gratuita. Maggiore accordo sulla possibilità di “un processo canonico sommario nei casi di nullità patente”, mentre “larga convergenza” si riscontra sul superamento della doppia sentenza conforme, fatta salva la possibilità di ricorso del difensore del vincolo o di una delle parti. Bocciata invece l’idea di un procedimento amministrativo sotto la responsabilità di un vescovo diocesano.

Complementarietà carattere unitivo del matrimonio con quello procreativo

Sul tema della “unione e fecondità dei coniugi, si cita la catechesi del Papa nella Udienza generale del 15 aprile, nel quale il Pontefice ricordava che “la differenza tra uomo e donna non è per la contrapposizione, o la subordinazione, ma per la comunione e la generazione, sempre ad immagine e somiglianza di Dio” (45). Alcuni – è scritto ancora – “evidenziano che nel disegno creativo è inscritta la complementarietà del carattere unitivo del matrimonio con quello procreativo: quello unitivo, frutto di un libero consenso cosciente e meditato, predispone all’attuazione di quello procreativo. Inoltre, l’azione generante deve essere compresa nell’ottica della procreazione responsabile e dell’impegno a prendersi cura progettualmente dei figli con fedeltà”.

Ruolo delle donne nella Chiesa

Seguendo le indicazioni del Santo Padre, l’Instrumentum auspica una “maggiore valorizzazione nella Chiesa” della donna, sia nei “processi decisionali”, come pure nella “partecipazione, non solo formale, al governo di alcune istituzioni” e “nella formazione dei ministri ordinati” (30). Il mondo femminile viene osservato pure nel suo lato oscuro, ovvero denunciando tutti quei crimini e quegli ostacoli culturali che minano al ruolo e all’essenza stessa della donna.

A cominciare dalle “difficili condizioni delle donne in diversi Paesi di recente sviluppo”, come “sfruttamento”, “violenze”, “fatica imposta anche durante la gravidanza”, ai quali si aggiungono “aborti e sterilizzazioni forzate”, pratiche come “l’affitto dell’utero o mercato dei gameti embrionali”. Su quest’ultima questione in particolare, si chiarisce che “nei Paesi avanzati, il desiderio del figlio ‘ad ogni costo’ non ha portato a relazioni familiari più felici e solide, ma in molti casi ha aggravato di fatto la diseguaglianza fra donne e uomini. La sterilità della donna – dice l’Instrumentum – rappresenta, secondo i pregiudizi presenti in diverse culture, una condizione socialmente discriminante”.

Guardando al Giubileo della Misericordia

Il testo-guida dei vescovi si conclude guardando al Giubileo straordinario della Misericordia che avrà inizio l’8 dicembre 2015, alla luce del quale si colloca il Sinodo. I lavori dell’assemblea vengono quindi affidati alla Santa Famiglia di Nazaret, che “ci impegna a riscoprire la vocazione e la missione della famiglia”.

About Salvatore Cernuzio

Crotone, Italia Laurea triennale in Scienze della comunicazione, informazione e marketing e Laurea specialistica in Editoria e Giornalismo presso l'Università LUMSA di Roma. Radio Vaticana. Roma Sette. "Ecclesia in Urbe". Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma. Secondo classificato nella categoria Giovani della II edizione del Premio Giuseppe De Carli per l'informazione religiosa

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