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Polizia di Stato / Flickr - Malcolm Murdoch, CC BY-SA 2.0

“Siete gli angeli custodi di piazza San Pietro”. Il Papa incontra la polizia

Nell’udienza a Ispettorato di Pubblica Sicurezza e Polizia di Stato, il Pontefice esprime gratitudine per un servizio “non privo di rischi”

“Angeli custodi” di Piazza San Pietro: così Papa Francesco definisce la polizia che ogni giorno offre un’opera di vigilanza nei pressi del Vaticano. Nell’udienza di stamane a componenti dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza, funzionari della Polizia di Stato e cappellani guidati dal Coordinatore nazionale, il Pontefice esprime “stima” e “viva riconoscenza” per questo “generoso servizio, non privo di difficoltà e di rischi”.

“So che voi rischiate. Voi siete, in un certo senso, gli ‘angeli custodi’ di Piazza San Pietro”, afferma Francesco. “Ogni giorno, infatti, presidiate questo peculiare centro della cristianità, e altri luoghi di pertinenza del Vaticano, con grande sollecitudine, professionalità e senso del dovere. E specialmente in questi ultimi tempi, avete dimostrato competenza e coraggio nell’affrontare le tante sfide e i diversi pericoli, impegnandovi con generosità nella prevenzione dei reati”.

“Così – aggiunge Bergoglio a braccio – avete reso sicuro l’accesso dei pellegrini in Basilica, come anche agli incontri con il Successore di Pietro. Per tutto questo vi ringrazio tanto! Vi ringrazio; non sono parole, queste, è di cuore: grazie! Conosco la fatica del vostro lavoro e i sacrifici che ogni giorno dovete affrontare. Sappiate che vi apprezzo molto e spesso penso con sincera riconoscenza a voi e alla vostra preziosa opera”.

In particolare il Papa ricorda i mesi del Giubileo della Misericordia, “evento di singolare rilevanza spirituale” che ha visto affluire a Roma tanti pellegrini provenienti da ogni parte del mondo. “Anche voi – sottolinea – siete stati chiamati ad un maggiore impegno operativo, per far sì che le celebrazioni e gli eventi collegati con il Giubileo si potessero svolgere in sicurezza e serenità. L’ordine esteriore, sul quale voi avete vegliato con grande diligenza, attenta premura e costante disponibilità, ha così contribuito a favorire quello interiore dei pellegrini, in cerca di pace nell’incontro con la misericordia del Signore”.

Il Pontefice richiama poi il significato del Natale, recentemente celebrato, quando lo sguardo volge a Betlemme, “a quella terra e a quella Famiglia che sono diventati la dimora di Gesù”. Il Natale, evidenzia, ci ha spinto ancora una volta “a confrontarci con l’abbassamento del Figlio di Dio” che ha voluto farsi simile a noi in tutto “per farci comprendere con quale amore ci ha amato e ci ama”.

“Questo amore incommensurabile è un costante invito a convertirci all’accoglienza, alla solidarietà e al perdono verso i nostri fratelli. Così, potremo sperimentare dentro di noi quella pace che gli angeli a Betlemme hanno annunciato per gli uomini di buona volontà”, rimarca il Papa. E conclude invocando per tutti gli agenti la protezione di Dio nell’adempimento del loro lavoro condotto con “tenacia e fedeltà”, in “collaborazione con le altre Forze di Sicurezza italiane e vaticane”.

 

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