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Famiglia

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Si può ancora pensare all’indissolubilità del matrimonio?

Riflessione di una giovane ancora credente nella Parola

Anno 2015, nell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace sono stati celebrati 816 matrimoni, di cui 18 solo canonici e sei misti. Un dato confortante che mostra come in una diocesi della Calabria ancora ci si accosta al matrimonio e lo si celebra in Chiesa.

Certo è d’obbligo anche far conoscere l’altra faccia della medaglia che la storia mostra e cioè, che la maggior parte di essi falliscono perché celebrati secondo la carne e non il cuore. Si compie purtroppo un adempimento formale, sociale, ma non cristiano.

C’è inoltre da dire che oggi in molti non vogliono neanche progettare il matrimonio, non rientra nelle mete da raggiungere. Eppure un tempo rappresentava uno dei più bei sogni da custodire nel cassetto e realizzare.

Tra gli adolescenti in passato era motivo delle più svariate fantasie: c’era chi immaginava il principe azzurro che, in sella al suo cavallo, conduceva l’amata sposa sin dinanzi alla Chiesa e chi preferiva sognare il proprio uomo chiedere in ginocchio la sua mano. E così si sognava… sognava… immaginando la persona con cui trascorrere il resto della vita. Oggi ciò rappresenta per molti un incubo.

Ai più non affascina il solo pensiero di trascorrere tutta la vita assieme a un’altra persona e ogni valore che rimanda a questo legame indissolubile, per chi ci crede, è andato perso.

Il secolarismo imperante dell’odierna società, dove diventa facile la banalizzazione dei valori etici sui quali si deve fondare la realtà della vita, ha infatti leso le fondamenta del matrimonio. I modelli presentati sono ben diversi. Eppure una parola andrebbe detta forte e chiara.

Il vero amore è eterno, esclusivo, indistruttibile, indissolubile, dato ad una sola persona. È eterosessuale. Mai potrà essere omosessuale. La sodomia non è vero amore. Neanche il saffismo potrà mai essere vero amore. Manca in questi due tipi di amore il dono della vita. È un amore morto che dona morte. Nell’eterosessualità l’amore è fecondo, è creatore di nuove vite.

Nell’omosessualità esso è sterile, vuoto, distruttore di se stessi. Anche la poligamia e i suoi harem piccoli e grandi vengono esclusi dall’amore vero. Un uomo non può darsi a più donne. Le donne non formano con lui una sola vita.

Sono condannate alla non realizzazione di se stesse. Sono donne non donne, perché vengono private del loro unico, particolare, singolare, loro amato. Neanche la poliandria è vero amore. Non può una donna avere più uomini. Un solo uomo, una sola donna. Questa verità va gridata oggi, domani sempre.

Questa è purissima verità che deve accompagnare il cammino a due dell’uomo e della donna. È una verità che non si è data lui, lei, essi. È la verità della loro creazione. È la verità divina con la quale ogni uomo è stato impastato. Sono in grande errore coloro che pensano che la verità sia solo dei credenti.

La verità non è dei credenti, è dell’uomo, della sua natura. La Parola ce la insegna. Essa ti ammaestra. Sei tu che sei nella morte senza verità.

La verità non dipende dalla fede. Neanche i suoi frutti dipendono dalla fede. La verità è vita. Credi o non credi. La non verità è morte. Credi o non credi.

Il mondo sembra aver deciso di indebolire e relativizzare il matrimonio naturale, che è la verità dell’uomo. Nessuno lo vuole confessare, Ma da quando il divorzio è stato introdotto, tutta la società si sta involvendo verso il suo non ritorno. Manca all’uomo l’àncora della vita.

Questa non è verità per chi crede. È verità della natura umana. È verità della persona umana. È di tutta l’umanità, non di una parte di essa o di poche persone. La vita scorre attraverso questo solo canale. Fuori di esso non vi è alcuna vita. Si possono creare anche eserciti di psicologi e di psichiatri, essi non danno vita.

Se non si rientra nella verità, non c’è vita.

La bellezza della vita nasce da un amore bello, puro, che incanta e rapisce il cuore. Nasce dalla rinunzia ad ogni altro amore di morte.

È questo il mandato missionario della Chiesa: gridare ad ogni uomo qual è la sua verità, la verità della sua natura, della sua persona. La vita dell’amato è dalla sola amata. La vita dell’amata è dal solo amato. Ogni intromissione in questo amore genera ferite e sofferenza, avvelena il cuore fino a farlo morire.

A ritmi battenti il contesto sociale prospetta mille modelli diversi che condizionano fortemente la mente dell’uomo già intaccata da un forte egoismo che lo conduce a pensare che non si ha più tempo e voglia di condividere l’esistenza con un’altra persona.

Attira molto di più il modello “usa e getta”. Per intenderci si prova a stare insieme, ci si sposa e se non va è pronta la giustificazione: “ci abbiamo provato, ora ognuno va per la sua strada!”.

Spesso, purtroppo, le motivazioni che conducono a optare per una rottura variano tra l’incapacità di sopportare l’altro, l’incapacità di sacrificarsi per l’altro e l’egoismo di fare ciò che si vuole, quando si vuole e con chi si vuole.

Il problema è serio ma una via da indicare alle nuove generazioni che ancora vogliono sognare, credere, vivere un amore sino alla fine e mantenere fedeltà a quel sì che nel giorno delle nozze vorrebbero pronunciare dinanzi all’altare, c’è.

La rinascita del matrimonio, della famiglia è dal dono della Parola del Vangelo.

La Parola fa vera la persona. La persona fatta vera, fa vera ogni cosa e anche il matrimonio viene fatto vero. Se la persona non viene fatta vera, si può mai sperare che essa possa fare vero il suo matrimonio? Dall’impuro, dal falso, dal menzognero nasce impurità, falsità, menzogna.

Detto ciò bisogna sapere che il mistero da compiere è uno solo: solo l’amore fa, libera, conquista, attrae, arricchisce, cambia un cuore, innalza fino a Dio, riveste di eternità, divinità, fa veri padri e madri di infinito altro amore nel mondo. Gli sposi potranno così essere ciò che è il loro amore e a immagine di esso faranno l’altro.

Bisogna sempre ricordare che l’uomo è fatto per amare e senza amore non vive, ma il suo egoismo ed il peccato potrebbero renderlo sterile.

Dio è amore, Dio è carità, Dio è misericordia, Dio è compassione, Dio è pazienza infinita. Ogni giorno, ogni attimo, gli sposi devono attingere il loro amore nello Spirito Santo.

Si sarà così capaci di diventare un sacrificio quotidiano per l’altro, di perdonare, sopportare, scusare, tollerare, comprendere, aiutare, sostenere. Si sarà l’uno la vita dell’altra. E l’amore coniugale si conserverà, così, fino alla fine puro, santo, immacolato.

Non si sarà mai di nessun altro uomo e di nessun’altra donna. Si sarà per sempre l’uno l’amore dell’altra. Ogni giorno si crescerà nell’amore, attingendo nella vera e unica fonte dell’amore: Cristo Gesù.

Il mondo guarderà e resterà stupito. Vedrà la diversità. Sarà questa diversità la forza della testimonianza. La “bottega” dove questo amore si compra gratuitamente è la Chiesa. Così i fratelli rimarranno attoniti di fronte la bellezza divina di questo amore.

Allora sì che quella bella favola, che sin da piccoli in tanti sognavano, potrà di nuovo accompagnare le notti di molti e diventare un giorno realtà spazzando via ogni falsità ed egoismo.

Guardiamo al matrimonio e alla famiglia nella loro autenticità umana e cristiana e comprendiamo quanto sia bello realizzare il progetto di Dio, camminando con Lui, unica fonte dell’amore.

 

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