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Si è conclusa la Megamissione 2014

18 mila missionari hanno partecipato all’iniziativa, giunta alla 21esima edizione, organizzata dalla Missione Giovani del Regnum Christi e dei Legionari di Cristo in Messico

La ventunesima edizione della Megamissione organizzata dalla Missione Giovani, apostolato dei Legionari di Cristo e del Regnum Christi, si è conclusa con due Messe di Pasqua.

Quest’anno 18mila missionari hanno risposto all’invito di servire e portare l’amore di Cristo a chi è nel bisogno, prodigandosi in oltre 2mila comunità diffuse in tutto il Messico. Le Messe finali sono avvenute a Guadalajara, in presenza di circa 2.500 missionari, e presso l’Università Anahuac di Città del Messico, con la partecipazione di più di 12mila missionari.

Quest’ultima Messa è stata presieduta da padre Ricardo Sala, LC, direttore territoriale del Regnum Christi e della Legione di Cristo in Messico. Durante la sua omelia, padre Sala ha invitato tutti a porsi la domanda su cosa accadrebbe ad ognuno se dovessimo prendere sul serio la realtà della Risurrezione e il messaggio di Cristo. Ha inoltre ricordato l’invito del Santo Padre ad essere generosi per essere missionari di Cristo ogni giorno.

“Il fatto che intere famiglie e giovani vadano a condividere la loro fede durante la Settimana Santa è molto incoraggiante”, dice Rafael P. Pacanins, LC, che ha svolto la missione con un gruppo di giovani di Città del Messico nella Sierra de Puebla. “L’invito di Papa Francisco ad andare verso le periferie è qualcosa che la Chiesa ha preso molto sul serio e i 18.000 missionari della Missione Giovani che hanno sostenuto i pastori nelle comunità bisognose sono la prova di questo”, ha detto. “Ci ha dato molta gioia incontrarci anche con altri gruppi missionari, come La Salle, e molte altre parrocchie. Questo dimostra che la Chiesa è viva”, dice Pacanins.

Durante la Megamissione di quest’anno, 260 sacerdoti dei Legionari hanno accompagnato i missionari. Si è andati casa per casa ad ascoltare la gente, a capire i loro problemi, a pregare insieme e a condividere la fede. All’interno di molti gruppi erano presenti medici, psicologi, dentisti e terapeuti familiari che offrono i loro servizi gratuitamente per le persone. Sono stati inoltre sostenuti dei lavori per la costruzione o la manutenzione delle case, e sono stati distribuiti generi alimentari e medicine.

I missionari sono stati inviati dal Nunzio Apostolico in Messico, mons. Christophe Pierre, lo scorso 12 aprile, dalla Basilica di Nostra Signora di Guadalupe. Nella sua omelia, il Nunzio ha esortato i missionari ad “essere con Gesù per essere suoi amici, cioè diventare sempre più simili a Lui per essere così in grado di portare ad altri tutto per amore. […] Cari amici, ognuno di voi può essere e gioioso testimone dell’amore di Gesù e del suo Vangelo, se Cristo stesso vive in voi e se rimanete sempre uniti a Lui come i tralci alla vite. Lasciate voi stessi, poi, a trovare Gesù intimamente ogni giorno, lasciatevi amare da Gesù: L’amico che davvero non delude mai”.

Tra i promotori della Megamissione, Cristina Danel, consacrata del Regnum Christi. “È un esempio del grande contributo delle donne alla Chiesa e la chiamata di tutti i battezzati a evangelizzare”, dice Javier Bravo, portavoce del Regnum Christi in Messico.

Altre missioni di questo tipo sono state organizzate in Spagna, Stati Uniti, Italia, Haiti, Germania, Venezuela, Colombia, Polonia e in altri Paesi del Sud America, dell’Asia, e dell’Africa.

“Abbiamo finito stanchi e felici per aver potuto vivere una Settimana Santa portando speranza a molte persone”, dice il sacerdote legionario Tomas Guerrero, LC, missionario a Sierra de Nayarit.

Juan Antonio Muñoz, originario di Guadalajara che ha partecipato con la moglie e le figlie alla missione in Tequila, afferma: “Per me è una benedizione poter avere questa esperienza missionaria, e sento molto importante che la vivono anche le mie figlie. Penso che la chiave del successo sia stata aver avuto l’adorazione per tutto il tempo della missione in una cappella a Camp Siamo. Da lì abbiamo preso la forza per evangelizzare. Ora la cosa importante è che l’atteggiamento missionario continui quando torniamo a casa, come chiede papa Francesco”.

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