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Shakespeare e Tommaso Moro: accoppiata vincente al Meeting di Rimini

Lo spettacolo di Giampiero Pizzol e Otello Cenci, ispirato a un raro manoscritto ambientato nell’Inghilterra del XVI secolo, offre incredibili analogie con l’attualità delle migrazioni contemporanee

Inghilterra, XVI secolo. Un piccolo centro urbano è popolato da immigrati da varie parti d’Europa, in particolare Spagna e Italia. Gli abitanti del luogo, ostili, provano a dare fuoco agli ‘invasori’ che alla fine saranno salvati da un mediatore d’eccezione: San Tommaso Moro (1478-1535).
Questa in sintesi la vicenda sullo sfondo di Thomas More. L’opera ritrovata di William Shakespeare, un’autentica perla sconosciuta, che sarà offerta per la prima volta al pubblico, domenica 21 agosto, alle 21.30, durante la XXXVII edizione del Meeting di Rimini.

Un grande omaggio, dunque a William Shakespeare (1564-1616), proprio nel 400° anniversario della morte e, contestualmente, ad un santo da riscoprire come Tommaso Moro. La fedeltà di questi due grandi britannici alla Chiesa di Roma è un elemento non secondario della pièce, il cui manoscritto ispirativo è stato ritrovato solo in tempi molto recenti, a ragione della persecuzione anti-cattolica che imperava nell’Inghilterra elisabettiana, nella cui temperie sorge il genio assoluto del drammaturgo di Stratford-on-Avon.

Otello CenciA colloquio con Otello Cenci, autore e regista dell’opera in scena al Meeting, liberamente ispirata al manoscritto shakespeariano, ZENIT ha anticipato i contenuti e l’obiettivo dello spettacolo che, verosimilmente, aprirà anche un dibattito sulle controversie dell’immigrazione in Europa, nel XXI secolo.

William Shakespeare e Tommaso Moro: vi apprestate ad omaggiare due grandi grandissimi inglesi del passato. Di cosa tratta il manoscritto inedito da cui traete ispirazione?
È uno dei pochissimi testi autografi di William Shakespeare ma la cosa eccezionale è che è stato rappresentato soltanto una volta, a Londra, nel 2005. Lindau lo ha pubblicato l’anno scorso mentre la British Library l’ha annoverato tra questi rarissimi testi autografi di Shakespeare. La cosa eccezionale, inoltre, è che parla di Tommaso Moro, umanista e filosofo del XVI secolo, l’unico politico canonizzato. Tra le sue tante gesta, Moro salvò un villaggio nei pressi di Londra che stava per essere dato alle fiamme dai cittadini inglesi, perché lì vi abitavano gli immigrati di allora (in gran parte europei ai tempi, italiani e spagnoli in particolare) che fuggivano dalla guerra e dalla persecuzione. Tommaso Moro salvò questo villaggio dalle fiamme e dal linciaggio degli inglesi che volevano cacciare chi rubava loro il lavoro e la ricchezza e metteva a repentaglio la sicurezza nel paese. Questo testo così drammatico è ovviamente di estrema attualità. Poco tempo fa ho avuto l’occasione di abbinare al testo alcune immagini di telegiornali di oggi ed è incredibile come la stessa perorazione di Tommaso Moro, nella versione di William Shakespeare sia efficace ed attuale ancora oggi.

Il vostro spettacolo al Meeting, invece, come sarà strutturato?
Metteremo insieme questo testo con William Shakespeare in scena assieme a Lord Chamberlain: è la compagnia di Shakespeare che sta provando questo testo appena scritto (in verità non solo da lui ma a più mani). Sarà in scena anche il coautore Anthony Monday, drammaturgo molto in voga in quel nel periodo. C’è da chiedersi cosa spinse a scrivere questo testo, appena 40 anni dopo la morte di Tommaso Moro, in un momento in cui i cattolici venivano perseguitati. Solamente scrivere di Tommaso Moro avrebbe fatto rischiare la vita a Shakespeare e ai due autori, che con lui discutono se mettere in scena questo spettacolo. Ci troviamo nella Taverna della Sirena, dove realmente si incontravano Shakespeare e gli altri artisti dell’epoca. Sotto la taverna, Shakespeare, Anthony Monday e due attori provano insieme lo spettacolo su Tommaso Moro. Tutti molto intimoriti ogni volta che sentono bussare alla porta, perché il rischio è che giunga alla porta qualche gendarme della corona…

Sono incredibili le analogie di questa vicenda con l’attualità…
Assolutamente sì, specie dopo la Brexit e gli ultimi tragici episodi di terrorismo degli ultimi giorni. Quel discorso e quella situazione sono analoghi al presente, specie dopo la decisione dell’Inghilterra di uscire dall’Unione Europa. Questo si colloca, tra l’altro, all’interno del Meeting di Rimini che ha come tema Tu sei un bene per me. Pone questo tema in maniera provocatoria, chiedendo: tu sei veramente un bene per me? Posso io dire che l’altro è un bene per me, nonostante sia diverso, probabilmente non come me lo immagino io?

È un tema scomodo, che forse vi attirerà qualche critica dai fautori dell’antimmigrazionismo…
Certo, è un tema scomodo e non facile per nessuno, nemmeno per chi accetta e condivide le parole di papa Francesco e, in generale, l’accoglienza verso l’altro. Non si può dire sia una posizione facile oggi, nemmeno per chi teoricamente già la condivide. Lo spettacolo non pretende di dare una risposta facile o precostituita su questo tema. Vuole però affrontarlo in maniera da lasciarsi provocare, perché l’altro è l’immigrato ma è anche il vicino di casa o il familiare. A parole siamo tutti convinti, però si tratta di un principio sempre da riscoprire e da ritrovare.

Come viene inquadrata, invece, la figura di Tommaso Moro nell’autografo shakespeariano?
Un cosa molto bella dello spettacolo è proprio quella di poter far conoscere la figura di San Tommaso Moro che, in fondo, è poco nota. Le caratteristiche che emergono sono affascinanti perché la storia ci conferma che la situazione difficile in cui il santo si era trovato, l’aveva affrontata con grandissima ironia, non perché fosse un personaggio leggero o superficiale ma perché aveva delle certezze. Così, quando si ritrovò a dover decidere se firmare l’atto con cui gli veniva chiesto di abiurare la fede cattolica e la potestà del Papa, decise fermamente di non farlo, perché avrebbe voluto dire censurare se stesso, dimenticare la propria origine e cancellare la propria coscienza. Fu disposto ad accettare il martirio, pur non desiderandolo, proprio per via delle certezze che aveva. Questo era l’elemento più affascinante di quest’uomo, non ancora santo ma capace di fare perno su una grande certezza: se avesse disconosciuto l’autorità del papa, non sarebbe potuto rimanere se stesso.

Dopo il Meeting sarete ancora in scena?
Sì, lo spettacolo sarà distribuito da Compagnia Bella. Sono già previste delle date a Milano, a novembre, e in altre città d’Italia, quindi è prevista una tournée dopo il Meeting di Rimini. Dopo Milano, lo spettacolo sarà a Galeata, dove stiamo provando adesso e dove torneremo a novembre o a gennaio.

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Thomas More. L’opera ritrovata di William Shakespeare
Domenica 21 agosto 2016, 21.30, Teatro Ermete Novelli Biglietto intero: 10 euro, ridotto: 8 euro
Testo di Giampiero Pizzol e Otello Cenci; Regia e scene di Otello Cenci; con – Andrea Carabelli; Giampiero Bartolini; Giampiero Pizzol; Isotta Ravaioli Andrea Soffiantini

About Luca Marcolivio

Roma, Italia Laurea in Scienze Politiche. Diploma di Specializzazione in Giornalismo. La Provincia Pavese. Radiocor - Il Sole 24 Ore. Il Giornale di Ostia. Ostia Oggi. Ostia Città (direttore). Eur Oggi. Messa e Meditazione. Sacerdos. Destra Italiana. Corrispondenza Romana. Radici Cristiane. Agenzia Sanitaria Italiana. L'Ottimista (direttore). Santini da Collezione (Hachette). I Santini della Madonna di Lourdes (McKay). Contro Garibaldi. Quello che a scuola non vi hanno raccontato (Vallecchi).

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