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Scoprire Cristo in India

ROMA, giovedì, 28 luglio 2011 (ZENIT.org).- Un movimento di persone che seguono Cristo in India ma non sono battezzate potrebbe arrivare a 50.000 membri, secondo alcuni sacerdoti che lavorano a stretto contatto con loro.

I presbiteri che operano nella capitale spirituale induista di Varanasi (Benares), nel nord dell’India, hanno riferito che i Khrist Bhaktas – letteralmente i “Devoti di Cristo” – sono aumentati a livello sia di numero che di impegno religioso.

In un’intervista rilasciata all’associazione caritativa internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre, i sacerdoti hanno affermato di dover estendere e sviluppare il sostegno a questa comunità, molti membri della quale per ora non si sentono pronti a ricevere il Battesimo.

Padre Paul D’Souza, direttore di Nav Sadhana, un centro pastorale cattolico di Varanasi, ha spiegato che i Khrist Bhaktas mantengono gran parte della cultura induista dominante della regione, esprimendo la propria devozione per Cristo in stili di preghiera e adorazione tipici della zona.

Il sacerdote ha detto che il movimento Khrist Bhakta è cresciuto grazie alla sensibilità della Chiesa nei confronti della cultura dei fedeli, ad esempio la pratica di riunirsi in “ashram” cristiani, centri culturali e spirituali organizzati per pregare e formarsi su Cristo e la Chiesa.

“Il numero di Khrist Bhaktas sta aumentando”, ha detto padre D’Souza. “Sono molto saldi nella loro fede. Al momento non ne stiamo battezzando molti, ma alcuni hanno chiesto il Battesimo”.

Secondo alcuni resoconti della zona ricevuti da ACS, ai Khrist Bhaktas viene spesso richiesto di praticare la loro fede in segreto per paura di reazioni violente da parte della gente che si oppone a un’evangelizzazione cristiana in quello che viene considerato il cuore dell’induismo.

I sacerdoti e altri leader ecclesiali che lavorano con i Khrist Bhaktas hanno sottolineato che non fanno proselitismo e rispondono solo a quanti cercano attivamente di coinvolgersi nel movimento.

In base a quanto riferito da AsiaNews e da altre agenzie di notizie cristiane, migliaia di persone frequentano i Sunday Satsangs (incontri di preghiera) in alcuni ashram.

Padre D’Souza ha descritto i progetti per la realizzazione di un nuovo ashram proposti per far fronte alle domande.

Secondo certi resoconti potrebbero esserci almeno 50 ashram cattolici, e forse un numero simile di ashram protestanti.

Per padre D’Souza, uno dei motivi per i quali la gente è attratta dal movimento Khrist Bhakta è il suo stile comunitario di adorazione, diverso da quello dell’induismo tradizionale, in cui la preghiera è privata e tradizionale.

Per altri la gente vuole sfuggire al rigido sistema delle caste che prevale nella regione, oppressivo soprattutto nelle zone rurali.

Aiuto alla Chiesa che Soffre aiuta da tempo il Nav Sadhana Pastoral Centre di padre D’Souza, che offre corsi educativi, ritiri spirituali, formazione per suore e laici, formazione nei mass media, musica e danze locali.

Spiegando che ogni anno fino a 5.000 persone utilizzano Nav Sadhana, il sacerdote ha affermato che il lavoro nella struttura “è molto impegnativo ma è anche assai necessario. La gente viene al centro da molto lontano e da qui parte per servire in tutto il nord dell’India”.

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