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Scomparso il bimbo soffocato al ristorante di Ikea. I genitori donano gli organi e salvano tre vite

Per la generosità dei genitori di Francesco Emanuele Maria, morto ieri al Gemelli all’età di 3 anni, sono stati effettuati tre trapianti “salvavita” a Roma, Genova e Bari su bimbi affetti da gravi patologie epatiche e renali

È morto ieri pomeriggio, presso la Terapia Intensiva Pediatrica (TIP) del Policlinico A. Gemelli, Francesco Emanuele Maria, il bambino di 3 anni rimasto soffocato giovedì scorso mentre mangiava al ristorante di Ikea, presso il centro commerciale “Porte di Roma”.

I genitori, Alessia e Lorenzo, duramente colpiti dalla tragedia familiare, con un atto di estrema generosità hanno espresso ai medici del Gemelli il desiderio che la morte del loro bimbo potesse servire a salvare altre piccole vite, dando il consenso alla donazione degli organi del figlio.

Francesco Emanuele Maria era stato ricoverato in condizioni gravissime giovedì pomeriggio presso la TIP del Policlinico Gemelli per le disastrose conseguenze del prolungato arresto cardiaco dovuto a soffocamento per ostruzione da cibo.

Nonostante l’impiego dei più avanzati trattamenti intensivistici, il piccolo aveva presentato ieri pomeriggio un irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche. Per tale ragione è iniziata l’osservazione da parte della commissione medica multidisciplinare del Policlinico che ha poi accertato la morte del bambino.

A questo punto il generoso gesto dei giovani genitori di consentire il prelievo degli organi per salvare altre vite. Grazie a questo atto di amore è stato possibile offrire una speranza a tre piccoli malati con tre trapianti effettuati nella notte: uno a Roma, all’Ospedale Bambino Gesù, per aiutare un bambino affetto da una grave patologia epatica trattabile solo con il trapianto, gli altri due a Genova e a Bari per aiutare due bimbi affetti da gravi malattie renali.

La Rete Nazionale Trapianti, coordinata da Alessandro Nanni Costa, e per il Lazio da Domenico Adorno, alla quale rete il Policlinico A. Gemelli è collegato, ha consentito lo svolgimento delle complesse attività che caratterizzano la donazione e il trapianto degli organi, rendendo possibili i tre interventi salvavita.

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