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Sciabolate “napoleoniche”: una questione d’onore

Fino al 6 marzo al Quirino, I duellanti di Joseph Conrad, per la regia di Alessio Boni

È un vero e proprio duello ad andare in scena al Teatro Quirino di Roma: I duellanti per la regia di Alessio Boni, l’eterna sfida tra due ufficiali, il nobile Gabriel Feraud e il borghese Armand D’Hubert.

Due graduati dello stesso reggimento, due archetipi: l’uno della nobiltà in declino e l’altro della borghesia, in ascesa nell’era napoleonica. Diametralmente opposti anche nel carattere: Feraud “il guascone” – un eccezionale Marcello Prayer – sangue caldo e temperamento aggressivo, D’Hubert “Il damerino” – un divino Alessio Boni – nordico e riflessivo.

E sul palco, si sfideranno a sciabolate, con veri colpi da professionisti: parate di Va e di VI da manuale, sotto la supervisione del maestro d’armi Renzo Musumeci Greco. “Sono serviti due mesi di allenamento intenso, senza considerare le prove, fino alla fine della tournée in Aprile”.

Una pièce che ci catapulta indietro nel tempo, all’epoca della cavalleria, dell’eroismo, dell’onore, ma anche del rispetto della vita umana; valori al tramonto come l’epoca napoleonica, sostituiti dal cupo revanchismo della Restaurazione francese. “Siamo tutti falliti e avidi”: si autodenuncia il nuovo ministro degli Interni. Ed è la noia, in effetti, la vera nemica per D’Hubert, eletto generale della Francia restaurata, prossimo alle nozze con la giovanissima Adele ma ogni giorno più infelice, perché deprivato del brivido della battaglia, della vitalità della sfida e dei suoi fratelli d’arme, per accompagnarsi, invece, con “persone notabili, pure forme”.  A tenerlo in vita, a rianimarlo, è la prospettiva del duello finale con l’avversario di sempre: Il generale Feraud, in esilio, reo di non aver rinnegato la sua fedeltà a Napoleone Bonaparte.

Un successo tanto meritato, quanto inaspettato per una drammaturgia così complessa – liberamente ispirata all’omonimo racconto di Joseph Conrad – frutto di una genesi collegiale tra Alessio Boni, il regista Roberto Aldorasi, l’attore Marcello Prayer e il drammaturgo Francesco Niccolini.  “Un progetto nato per caso – spiega il regista e protagonista Alessio Boni – a cena tra amici, al termine dello spettacolo del mio amico Marcello Prayer”.  A scommettere su quest’idea, con coraggio e lungimiranza è stata la produttrice Federica Vincenti, della Goldenart Production.

Ed è tutto esaurito fino al 6 marzo al Quirino, tanto è l’entusiasmo per un prodotto originale, che rievoca la mitologia cavalleresca e incita ognuno ad affrontare il proprio “fight club privato”.

Il vero nemico, l’avversario imbattuto è dentro di noi e a ciascuno “tocca assestare la stoccata finale”, prima o poi.

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Al Teatro Quirino dal 23 febbraio al 6 marzo

I duellanti

di Joseph Conrad

Regia di Alessio Boni e Roberto Aldorasi

Con Alessio Boni, Marcello Prayer

Francesco Meoni

Maestro d’armi: Renzo Musumeci Greco

Violoncellista: Federica Vecchio

Musiche: Luca D’Alberto

Scene: Massimo Troncanetti

Costumi: Francesco Esposito, realizzati da Daniele Gelsi

Luci: Giuseppe Filipponio

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