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Santa Sede: “Cristiani e musulmani siano uniti contro la tratta delle persone”

Il messaggio di auguri del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso in occasione del Ramadan

In occasione del Ramadan e di ‘Id al-Fitr, festa conclusiva che si celebra il 5 luglio, il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ha inviato un messaggio di auguri a tutti i musulmani del mondo.

La celebrazione del Ramadan è “apprezzata” dal dicastero vaticano, in quanto periodo “incentrato sul digiuno, la preghiera e le buone azioni ed è apprezzato dai cristiani, vostri amici e vicini”, si legge nel messaggio, in cui la Santa Sede porge “i migliori auguri di un digiuno che sia spiritualmente gratificante, sostenuto dalle buone azioni, e di una gioiosa festa”. Sia cristiani che musulmani hanno peraltro in comune la credenza in un “Dio misericordioso” che “ci ha creati per immenso amore”.

Il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ha quindi menzionato le parole di papa Francesco, che ha indetto un “tempo di misericordia”, favorevole per “curare le ferite” e per “non stancarci di incontrare quanti sono in attesa di vedere e toccare con mano i segni della vicinanza di Dio, per offrire a tutti, a tutti, la via del perdono e della riconciliazione”.

Parimenti, i musulmani, partecipando ai pellegrinaggi a La Mecca e a Medina, vivono un “tempo propizio per sperimentare la misericordia di Dio”, come testimonia la formula di auguri che si rivolgono tra loro: “Ti auguro un pellegrinaggio benedetto, risultati lodevoli ed il perdono dei tuoi peccati”. Il perdono reciproco, sottolinea il messaggio, è l’altro punto in comune tra le due religioni.

“Guardando all’umanità di oggi – si legge – siamo rattristati nel vedere tante vittime di conflitti e violenze – pensiamo qui in particolare agli anziani, ai bambini e alle donne, specialmente a coloro che sono preda del traffico di esseri umani – e tante persone che soffrono a causa della povertà, della malattia, delle dipendenze, dei disastri naturali e della disoccupazione”.

Per il dicastero vaticano è poi “motivo di grande speranza vedere o sentire di musulmani e cristiani che si uniscono per aiutare i bisognosi. Quando uniamo i nostri sforzi, noi obbediamo ad un importante comandamento presente nelle nostre rispettive religioni e diamo dimostrazione della misericordia di Dio, offrendo così una testimonianza più credibile, come individui e come comunità”, conclude il messaggio. [L.M.]

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