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Nigerian kids - Wikimedia Commons

Santa Sede contro misure di controllo della popolazione

Mons. Auza all’Onu rileva che la crescita demografica si gestisce con un’equa distribuzione delle ricchezze, non violando la sacralità della vita umana

La crescita demografica non giustifica contraccezione e aborto. È chiaro il messaggio della Santa Sede, espresso per bocca di mons.  Bernardito Auza, nunzio apostolico e osservatore permanente vaticano presso l’Onu di New York, durante i lavori della Commissione Popolazione e Sviluppo sul tema “Cambiamenti delle strutture demografiche e sviluppo sostenibile”.

Quello del presule è un richiamo a tutelare la vita in tutte le fasi, dal concepimento fino alla morte naturale. “Per decenni – rileva il nunzio apostolico, come riporta la Radio Vaticana – il discorso di un’imminente bomba demografica ha portato alcuni governi ad adottare politiche, anche severe, che favoriscono misure di controllo della popolazione”, ritenendole “la risposta più facile per fugare il rischio di una scarsità di risorse e del sottosviluppo”.

Mons. Auza ritiene la questione complessa, giacché a fronte di popolazioni che continuano ad aumentare, ce ne sono altre a crescita zero ed altre che vengono risucchiate dal declino demografico.

“Se è vero – rileva – che una distribuzione ineguale della popolazione e delle risorse crea ostacoli allo sviluppo ed ad un uso sostenibile dell’ambiente, si deve anche riconoscere che la crescita demografica è pienamente compatibile con una condivisione della ricchezza”. Per altro – nota l’osservatore – non sono i moderni metodi contraccettivi la risposta: nei Paesi sviluppati la denatalità è avvenuta a prescindere.

Più che controllare la popolazione, serve invece distribuire equamente le ricchezze. Il presule denuncia infatti che “il mondo sviluppato, con elevati livelli di consumi e bassi livelli di povertà, è spesso responsabile degli squilibri nel commercio, della distribuzione iniqua delle risorse e del degrado ambientale”. Nei Paesi in via di sviluppo invece, egli sostiene che “l’ingiustizia e la povertà sono alimentate da corruzione, protrarsi di conflitti e altri disastri causati dall’uomo, che ostacolano la crescita sana della popolazione”.

La Santa Sede invoca allora politiche che mirino a solidarietà, pace e sicurezza partendo da occupazione, servizi sociali e assistenziali. Occorre cioè – sintetizza la Radio Vaticana – un approccio allo sviluppo sostenibile centrato sull’uomo, sull’inclusione e partecipazione di tutti, non in base a criteri di produttività o efficienza, ma partendo dal valore intrinseco di ogni persona sia essa giovane o anziana.

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