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Santa Messa e Canonizzazione dei Beati (14/10/2018) - Foto © Vatican Media

Santa Messa per il 50° della fondazione della Congregazione delle Cause dei Santi

Istituita l’8 maggio 1969 da Papa Paolo VI con la Costituzione Apostolica “Sacra Rituum Congregatio” – Omelia dell’Em.mo Card. Angelo Becciu

OMELIA dell’Em.mo Card. Angelo Becciu
Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi
Basilica Vaticana, Altare della Cattedra – ore 17.00

«Della tua lode [Signore] sia piena la mia bocca».
Con queste parole dell’odierna antifona d’ingresso, esprimiamo la nostra gratitudine al Signore, per il 50° anniversario di istituzione della Congregazione delle Cause dei Santi. Anche a nome del Segretario e del Sottosegretario, saluto e ringrazio per la loro presenza i Signori Cardinali, i Vescovi, i sacerdoti, le persone consacrate e tutti voi, cari fratelli e sorelle, raccolti attorno all’altare del Signore assieme alla vasta famiglia del Dicastero, impegnata a edificare il popolo di Dio, mostrandogli nuovi modelli di vita cristiana.

Penso con riconoscenza al lavoro dei Cardinali e Vescovi membri della Congregazione, degli Officiali, dei Consultori storici e teologi, dei Postulatori, dei Periti medici, dei diversi collaboratori. Tutti, secondo le rispettive competenze, siamo accomunati dalla gioiosa collaborazione al ministero del Successore di Pietro, dedicandoci a una diaconia che ci inserisce nel cuore della Chiesa, la quale loda e serve Dio soprattutto con la santità dei suoi figli.

Il nostro ricordo orante e grato va anche a quanti, in questi decenni, hanno prestato la loro generosa opera nel Dicastero, portando avanti la delicata missione dello studio delle Cause di quei fedeli che sono stati più docili alla grazia divina. Grande impegno è stato posto, in questo mezzo secolo, per rispondere alle nuove esigenze relative alla trattazione delle Cause dei Santi. Da quando il Papa San Paolo VI, l’8 maggio del 1969, ripartiva la Sacra Congregazione dei Riti in due Dicasteri distinti, creando la Congregazione per il Culto Divino e quella per le Cause dei Santi, è iniziato un periodo di grande vitalità, caratterizzato da una crescente attenzione alle procedure che conducono i Servi di Dio agli onori degli altari. È noto come le tappe che scandiscono il percorso processuale, finalizzato al riconoscimento della santità di vita di una persona, rappresentano un tempo di ricerca meticolosa e di alto profilo scientifico, nella quale sono coinvolte diverse discipline e varie figure professionali. Il lavoro di verifica è fissato da rigorose norme, volte a salvaguardare la serietà delle investigazioni e l’oggettività del giudizio sulle virtù o sull’asserito martirio, come pure sui miracoli.

Il Santo Padre Francesco, nell’Esortazione apostolica Gaudete et exultate, ci ha ricordato che «la santità è il volto più bello della Chiesa» (n.9). Nel solco di questo ammonimento, il Dicastero si sforza costantemente di compiere la propria attività in un’ottica di fede, tenendo sempre presente la forza e la bellezza della testimonianza dei Beati e dei Santi. Nella loro vita cristianamente virtuosa, nella loro morte eroica e nelle loro opere ci è data l’opportunità di contemplare la inesauribile fecondità del Vangelo, che ha in sé la capacità di incarnarsi nelle diverse culture e nelle varie epoche storiche. Questi uomini e donne, con la loro fede e la loro carità, manifestano la presenza potente e trasformante del Risorto, perché hanno consentito a Cristo di afferrare così pienamente la loro vita da poter affermare con san Paolo «non vivo più io, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20). Seguire il loro esempio, ricorrere alla loro intercessione, entrare in comunione con loro, ci unisce a Cristo, «pane di vita» (Gv 6,35).

Ci sono circostanze in cui avvertiamo in maniera più forte la fragilità e la precarietà della nostra esistenza: per questo Gesù si presenta a noi come il pane della vera vita. Egli non disprezza la vita corporale: infatti ha guarito tanti malati, ma desidera donarci la pienezza della vita. Egli, come abbiamo sentito nel Vangelo, è il pane che non soltanto ci fa vivere, ma ci fa rivivere. Il pane terreno serve a mantenerci in vita, ma non può farci rivivere. Gesù invece ci ridona la vita, infatti ci assicura: «Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno» (v.39). Gesù è il pane di vita, perché ci dona la risurrezione; Egli la può donare, perché è risorto. Donandoci il suo corpo nell’Eucaristia, ci comunica la sua vita di risorto. Pertanto, l’Eucaristia non nutre la vita del nostro corpo, ma nutre in noi la vita di Gesù risorto: è caparra di risurrezione. E la via verso la risurrezione, che Gesù ha percorso per primo, consiste nel donare se stessi fino alla morte e, proprio per mezzo di tale offerta, vincere la morte.

Accostarsi all’Eucaristia significa quindi ricevere colui che si è offerto fino alla morte, significa ricevere il cibo che ci dà la forza di percorrere la sua stessa via. È la via che hanno percorso i Santi. Essi si sono sforzati di modellare la loro vita su quella di Cristo. La santità, pienezza della vita cristiana, consiste nell’unirsi a Cristo, nel vivere i suoi misteri, nel fare nostri i suoi atteggiamenti, i suoi pensieri, i suoi comportamenti. È l’essere conformi a Gesù, come afferma san Paolo: «Quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo» (Rm 8,29). Ma come possiamo percorrere la strada della santità, facendo affidamento soltanto sulle nostre forze? Le biografie dei Beati e dei Santi ci offrono una risposta chiara: una vita santa non è frutto principalmente del nostro sforzo, delle nostre azioni. Ma è Dio che ci rende santi, è l’azione dello Spirito Santo che ci anima dal di dentro, è la vita stessa di Cristo Risorto che ci è comunicata e che ci trasforma. La santità ha la sua radice ultima nella grazia battesimale, nell’essere inseriti nel Mistero pasquale di Cristo, con cui ci viene comunicato il suo Spirito, la sua vita di Risorto.

Per aiutarci a tendere alla misura alta della vita cristiana, che è la santità, la Chiesa, durante l’Anno Liturgico, ci invita a fare memoria di una schiera di Santi, di coloro, cioè, che hanno vissuto pienamente la carità, hanno saputo amare e seguire Cristo nella loro vita quotidiana. Anche le beatificazioni e le canonizzazioni, ci dicono che è possibile per tutti percorrere la strada della santità. Mediante questi riti suggestivi e coinvolgenti, la Chiesa presenta questi fulgidi esempi all’imitazione di tutti i fedeli, chiamati con il battesimo alla santità che è traguardo proposto ad ogni stato di vita. I Santi e i Beati, confessando con la loro esistenza Cristo, la sua persona, la sua dottrina e rimanendo a Lui strettamente uniti, sono quasi un’illustrazione vivente dell’uno e dell’altro aspetto della perfezione del divino Maestro.

Negli ultimi decenni è aumentata l’attenzione per i Beati e i Santi che, nella loro limpida testimonianza cristiana, contribuiscono a rendere più affascinante il messaggio del Vangelo e più credibile la missione della Chiesa. Di fronte a penosi casi di contro-testimonianze da parte di persone consacrate, che hanno causato scandalo, i nuovi modelli di santità sono stati salutari e hanno aperto la mente e il cuore di tanta gente all’amore verso Dio e verso la Chiesa. Inoltre, il contatto con il dinamismo spirituale di questi moderni campioni di vita cristiana, ha favorito rinascite spirituali e vere conversioni.

Constatiamo con soddisfazione che la santità, anche oggi, suscita gioia e speranza, perché risponde al profondo desiderio di felicità insito nel cuore dell’uomo.

La felice ricorrenza cinquantenaria della Congregazione delle Cause dei Santi, è un’occasione propizia per rinnovare il nostro fervido impegno a collaborare da vicino, e con leale spirito di servizio, al ministero petrino del Santo Padre, offrendo, al tempo stesso, un significativo contributo all’opera di evangelizzazione. Infatti, nel proporre una tipologia di santità alla venerazione del popolo cristiano, la Chiesa annuncia la forza trasformante del Vangelo, perché mostra che la presenza di Cristo nel mondo è capace di trasfigurare la vita delle persone che hanno fede in Lui. Di conseguenza, risulta prezioso il lavoro di quanti collaborano nella trattazione delle cause di beatificazione e di canonizzazione; ognuno, nel proprio ruolo, si dedica a scoprire il grande mosaico di santità che Dio va creando nella storia, perché il volto di Cristo splenda nella pienezza del suo fulgore.

La Vergine Maria, Regina di tutti i Santi, sostenga con la sua materna intercessione la nostra missione, affinché possa essere per tutta la Chiesa un incoraggiamento a vivere con intensità e gioia la sequela di Cristo, camminando verso la pienezza dell’esistenza cristiana e la perfezione della carità.

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