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Santa Marta: “I media non lo dicono, ma oggi tanti cristiani sono perseguitati”

I martiri al centro dell’omelia di Papa Francesco questa mattina a Santa Marta: “Una Chiesa senza martiri è una chiesa senza Gesù”

I tanti cristiani perseguitati ancora oggi in odium fidei. È a loro che va il pensiero di Papa Francesco, il quale li ha ricordati nell’omelia della Messa mattutina a Casa Santa Marta. “Oggi ce ne sono più dei primi secoli”, anche se “i media non lo dicono perché non fa notizia”.

Il Pontefice parte dal capitolo undicesimo della Lettera agli Ebrei, che la liturgia propone oggi, in cui vengono ricordati personaggi importanti della storia di Israele. Molti di costoro – si legge nella Lettera – “subirono insulti e flagelli, catene e prigionia”.

Egli ricorda che ancora oggi la Chiesa è costellata di questi martiri, che “hanno sofferto e dato la vita come Gesù”. Questo “popolo di Dio, peccatore ma docile – prosegue il Papa – che fa grandi cose e anche dà testimonianza di Gesù Cristo fino al martirio”.

Sono i martiri che “portano avanti la Chiesa”, che “l’hanno sostenuta e la sostengono oggi”. Il Papa ricorda che “oggi ce ne sono più dei primi secoli”. Secondo lui “i media non lo dicono perché non fa notizia, ma tanti cristiani nel mondo oggi sono beati perché perseguitati, insultati, carcerati. Ce ne sono tanti in carcere, soltanto per portare una croce o per confessare Gesù Cristo!”.

“La gloria della Chiesa” e anche “il nostro sostegno e la nostra umiliazione”. Così definisce i martiri Papa Francesco, sottolineando che “noi che abbiamo tutto, tutto sembra facile per noi e se ci manca qualcosa ci lamentiamo… Ma pensiamo a questi fratelli e sorelle che oggi, in numero più grande dei primi secoli, soffrono il martirio!”.

A tal proposito il Vescovo di Roma spiega che è stata per lui indimenticabile “la testimonianza di quel sacerdote e quella suora nella cattedrale di Tirana: anni e anni di carcere, lavori forzati, umiliazioni”.

Pur sottolineando che i successi della Chiesa, i “grandi atti ecclesiali”, sono elementi che danno soddisfazione, il Papa ricorda che “la più grande forza della Chiesa oggi è nelle piccole Chiese, piccoline, con poca gente, perseguitati, con i loro vescovi in carcere. Questa è la nostra gloria oggi, questa è la nostra gloria e la nostra forza oggi”.

Arriva a dire, il Papa, che “una Chiesa senza martiri è una chiesa senza Gesù”. Rivolge quindi l’invito a pregare “per i nostri martiri che soffrono tanto”, “per quelle Chiese che non sono libere di esprimersi”, le quali sono “la nostra speranza”. Di qui il richiamo a Tertulliano, che nei primi secoli scriveva: “Il sangue dei cristiani, il sangue dei martiri, è seme dei cristiani”.

Papa Bergoglio spiega: “Loro con il loro martirio, la loro testimonianza, con la loro sofferenza, anche dando la vita, offrendo la vita, seminano cristiani per il futuro e nelle altre Chiese. Offriamo questa Messa per i nostri martiri, per quelli che adesso soffrono, per le Chiese che soffrono, che non hanno libertà. E ringraziamo il Signore di essere presenti con la fortezza del Suo Spirito in questi fratelli e sorelle nostri che oggi danno testimonianza di Lui”.

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