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Cristo e l'adultera, Lucas Cranach il Giovane - Wikimedia Commons

Santa Marta: “Gesù giudica con misericordia”

Nella Messa mattutina, il Papa prende spunto dal Vangelo dell’adultera per riflettere su giudici corrotti, peccato e innocenza

“Gesù è la pienezza della legge e Gesù giudica con misericordia”. Papa Francesco, nella Messa mattutina a Casa Santa Marta di quest’oggi, si sofferma sui temi del giudizio e della misericordia, prendendo spunto dalla liturgia odierna, che offre il brano evangelica dell’adultera che sta per essere lapidata quando Gesù dice a chi la accusa: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”.

Brano che si collega con la Lettura tratta dal libro del profeta Daniele, dedicata a Susanna, accusata da due anziani giudici del popolo – spiega il Pontefice – di un “adulterio finto, fittizio”.  Nei due episodi – sottolinea Francesco – si incontrano “innocenza, peccato, corruzione e legge”, perché “in ambedue i casi i giudici erano corrotti”.

Del resto “sempre ci sono stati nel mondo giudici corrotti”, rimarca Bergoglio, sottolineando che “anche oggi in tutte le parti del mondo ce ne sono”. Il Santo Padre spiega quindi cos’è la corruzione: “È quando il peccato entra, entra, entra, entra nella tua coscienza e non ti lascia posto neppure per l’aria”.

I corrotti credono “con impunità” di fare il bene. Come nel caso di Susanna, dove gli anziani giudici erano “corrotti dai vizi della lussuria” minacciando di rendere “falsa testimonianza” contro di lei. Non si tratta del primo caso di false testimonianze nelle Scritture: anche Gesù – ricorda il Vescovo di Roma – viene “condannato a morte con falsa testimonianza”. Nel caso della vera adultera, nel Vangelo, i giudici “avevano perso la testa” dando un’interpretazione della legge “tanto rigida che non lasciava spazio allo Spirito Santo”.

Ecco allora che il vero Maestro della legge di fronte ai giudici, i quali “opprimevano gli innocenti e assolvevano i malvagi”, falsi è Gesù, che – afferma il Papa -“dice poche cose”. Continua il Pontefice: “Dice: ‘Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei’. E alla peccatrice: ‘Io non ti condanno. Non peccare più’. E questa è la pienezza della legge, non quella degli scribi e farisei che avevano corrotto la sua mente facendo tante leggi, tante leggi, senza lasciare spazio alla misericordia. Gesù è la pienezza della legge e Gesù giudica con misericordia”.

Di qui l’invito finale del Papa: “Anche noi giudichiamo nel cuore gli altri, eh? Siamo corrotti? O ancora no? Fermatevi. Fermiamoci. E guardiamo Gesù che sempre giudica con misericordia: ‘Neppure io ti condanno. Va’ in pace e non peccare più’”.

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